Il caldo in città: le proposte di Siena Sostenibile  per far fronte all’emergenza climatica
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Il caldo in città: le proposte di Siena Sostenibile  per far fronte all’emergenza climatica

Il progetto Mirificus (Monitoraggio degli Interventi di RIForestazione per l'Isola di Calore Urbana tramite i Satelliti), pubblicato su La Repubblica del 9 luglio scorso, è divenuto occasione per elaborare alcune proposte concrete per la città. Ne portiamo a conoscenza i nostri lettori.

Il caldo in città: le proposte di Siena Sostenibile  per far fronte all’emergenza climatica
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RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

18 Luglio 2026 - 15.17


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di Siena Sostenibile

𝐒𝐢𝐞𝐧𝐚 𝐩𝐢𝐮’ 𝐟𝐫𝐞𝐬𝐜𝐚, 𝐩𝐢𝐮’𝐯𝐢𝐯𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞, 𝐩𝐢𝐮’ 𝐯𝐞𝐫𝐝𝐞: 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐥𝐢𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐛𝐚𝐭𝐭𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢 𝐮𝐫𝐛𝐚𝐧𝐢 (AVVISO: 𝐎𝐕𝐕𝐈𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐄 l’immagine di copertina è solo una provocazione, pensata per stimolare una riflessione sul futuro della nostra città. Non ci sogneremmo mai di mettere alberi in piazza!!)

L’articolo pubblicato da la Repubblica il 9 luglio 2026 sul progetto Mirificus (Monitoraggio degli Interventi di RIForestazione per l’Isola di Calore Urbana tramite i Satelliti), promosso da ISPRA e CNR-Ibe con il sostegno dell’Agenzia Spaziale Italiana, offre uno spunto importante anche per Siena.

Lo studio dimostra, attraverso simulazioni effettuate su aree particolarmente urbanizzate di Roma e Firenze, che interventi relativamente semplici – incremento del verde urbano, depavimentazione di superfici asfaltate, utilizzo di materiali più riflettenti e maggiore permeabilità del suolo – possono ridurre le temperature superficiali fino a quattro gradi nelle ore più calde della giornata.

Non si tratta di ipotesi futuristiche, ma di strumenti già oggi disponibili, capaci di migliorare concretamente la qualità della vita nelle città.

𝐒𝐢𝐞𝐧𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞’ 𝐢𝐦𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐥𝐢𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐨. Spesso si pensa che Siena, grazie alla sua posizione collinare e al vasto patrimonio di aree agricole circostanti, sia naturalmente protetta dagli effetti delle ondate di calore. In realtà la situazione è più complessa.

Il centro storico medievale possiede certamente alcune caratteristiche favorevoli: le strade strette generano ombreggiamento naturale, gli edifici in laterizio e pietra hanno una notevole inerzia termica e la limitata presenza del traffico veicolare riduce parte delle emissioni.

Tuttavia esistono numerose aree della città moderna dove il fenomeno delle isole di calore urbane è già evidente e tenderà ad aggravarsi con l’aumento delle temperature previsto nei prossimi decenni.

Le grandi superfici asfaltate, gli ampi parcheggi, le coperture industriali, i piazzali commerciali e molte zone residenziali realizzate negli ultimi decenni accumulano calore durante il giorno per restituirlo lentamente durante la notte, aumentando il disagio per cittadini e attività economiche.

𝐃𝐨𝐯𝐞 𝐒𝐢𝐞𝐧𝐚 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐢𝐫𝐞. Il progetto Mirificus suggerisce di concentrare gli interventi sugli “hotspot”, cioè quei luoghi che contribuiscono maggiormente al surriscaldamento urbano. Anche Siena presenta numerose aree che potrebbero essere oggetto di una pianificazione specifica.Pensiamo, ad esempio:

• ai grandi parcheggi asfaltati (Acquacalda, Due Ponti, Viale Toselli, Fagiolone e altri);

• alle aree commerciali e produttive di Isola d’Arbia, Massetana Romana, Viale Europa e Ruffolo;

• agli spazi pavimentati delle zone scolastiche;

• alle piazze prive di alberature nei quartieri più recenti;

• alle vaste coperture degli edifici pubblici e privati.

Non si tratta di “stravolgere” la città, ma di intervenire in modo puntuale, proprio come suggeriscono i ricercatori.

𝐏𝐢𝐮’ 𝐚𝐥𝐛𝐞𝐫𝐢, 𝐦𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢. Parlare di forestazione urbana non significa semplicemente piantare alberi. Occorre scegliere specie adatte al clima toscano, resistenti alla siccità, con elevata capacità di ombreggiamento e limitate esigenze manutentive. Le alberature devono essere collocate dove producono il massimo beneficio:

• parcheggi;

• fermate del trasporto pubblico;

• percorsi pedonali;

• piste ciclabili;

• aree scolastiche;

• spazi di aggregazione.

Ogni nuovo albero rappresenta un piccolo impianto naturale di climatizzazione capace di abbassare la temperatura, filtrare gli inquinanti, trattenere CO₂ e migliorare il benessere psicofisico dei cittadini.

𝐃𝐞𝐩𝐚𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐞’ 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞. Negli ultimi decenni abbiamo impermeabilizzato enormi superfici. Molte di esse oggi potrebbero essere ripensate. Ridurre anche solo una parte dell’asfalto sostituendolo con superfici permeabili permette di:

• diminuire il surriscaldamento estivo;

• favorire l’infiltrazione delle acque piovane;

• ridurre il rischio di allagamenti;

• limitare il carico sulla rete fognaria;

• migliorare il microclima urbano.

Non serve eliminare interi parcheggi: spesso è sufficiente trasformarne una parte introducendo aiuole, filari alberati e materiali drenanti.

𝐓𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐞 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐭𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐚𝐭𝐢. Anche Siena dispone di migliaia di metri quadrati di coperture che potrebbero contribuire all’adattamento climatico. Dove i vincoli storico-paesaggistici lo consentono, tetti verdi, superfici riflettenti e impianti fotovoltaici possono ridurre significativamente il surriscaldamento degli edifici. Il fotovoltaico, oltre a produrre energia pulita, ombreggia la copertura contribuendo ad abbassarne la temperatura. Una strategia energetica e climatica può quindi procedere insieme.

𝐑𝐢𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐯𝐞𝐫𝐝𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐫𝐚𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚. Troppo spesso il verde urbano viene considerato un elemento ornamentale. In realtà rappresenta una vera infrastruttura pubblica. Così come investiamo in strade, illuminazione o reti idriche, dovremmo programmare investimenti pluriennali nella realizzazione di nuovi corridoi verdi che colleghino parchi, giardini, aree agricole periurbane e quartieri residenziali. Siena possiede un patrimonio straordinario rappresentato dalle vallate verdi che penetrano fin quasi nel centro storico. Proteggerle e valorizzarle significa costruire una rete ecologica capace di mitigare il clima cittadino.

𝐈 𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐞. Uno degli aspetti più interessanti del progetto Mirificus è l’utilizzo dei dati satellitari per individuare con precisione le aree più calde. Anche Siena dovrebbe adottare un approccio scientifico.

Prima di investire risorse pubbliche è opportuno realizzare una mappa comunale delle isole di calore, individuando le priorità di intervento e monitorando nel tempo l’efficacia delle opere realizzate. Oggi la tecnologia consente di pianificare gli interventi con una precisione impensabile fino a pochi anni fa.

𝐔𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐒𝐢𝐞𝐧𝐚. Siena Sostenibile ritiene che il Comune possa avviare un vero Piano comunale di adattamento climatico, articolato almeno nei seguenti punti:

• mappatura delle isole di calore urbane;

• censimento del patrimonio arboreo con obiettivi di incremento della copertura vegetale;

• programma pluriennale di depavimentazione delle superfici pubbliche;

• progressiva trasformazione dei parcheggi con alberature e pavimentazioni drenanti;

• incentivi per tetti verdi e superfici riflettenti negli edifici privati;

• incremento dell’ombreggiamento lungo i percorsi pedonali e ciclabili;

• integrazione tra pianificazione urbanistica, mobilità sostenibile e adattamento climatico;

• utilizzo sistematico dei dati satellitari e degli strumenti messi a disposizione dal progetto Mirificus.

𝐈𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨. Il cambiamento climatico non è più un problema del futuro: è una realtà che Siena sperimenta ogni estate con temperature sempre più elevate e periodi di caldo prolungato. L’articolo dedicato al progetto Mirificus evidenzia come le soluzioni esistano già e siano supportate da solide evidenze scientifiche.

La sfida non consiste soltanto nel piantare qualche albero in più, ma nel ripensare il rapporto tra città e natura. Una Siena più verde non sarebbe soltanto più bella. Sarebbe una città più fresca, più resiliente, più sana e più capace di affrontare il cambiamento climatico, migliorando la qualità della vita dei suoi cittadini e preservando quel patrimonio paesaggistico che costituisce uno degli elementi identitari più preziosi del nostro territorio.

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