Sulla scorta di un’interrogazione del gruppo consiliare del PD, qualche giorno fa chiedevamo perché quest’anno gli avvisi di pagamento della TARI (Tassa sui rifiuti) sono in ritardo rispetto all’usuale scadenza dei primi di giugno.
Oggi abbiamo la risposta. C’è stato bisogno di adeguare gli importi. Aumentandoli, ovviamente. Un incremento del 3,5%, motivato con un generico “recupero degli aumenti dei costi del servizio”.
La ripartizione del carico è prevista per il 43,75% sulle utenze domestiche e il 56,25% sulle non domestiche. Confermate le esenzioni e le agevolazioni per motivi di reddito o distanza eccessiva dai cassonetti. Pagamento: in rata unica entro il 15 settembre o in quattro rate da settembre a dicembre.
L’aumento, sgradevole di per sé, ripropone il problema di una ripartizione più equa della tassa. SEI Toscana ha finalmente istallato anche a Siena i cassonetti intelligenti, apribili con tessera magnetica e in grado di calcolare una tariffa puntuale, con la quale ogni utenza pagherebbe i rifiuti che produce.
Ma il Comune, invece di andare in questa direzione compiendo i necessari, progressivi passi (anche di tipo educativo della cittadinanza), sembra muoversi in direzione opposta. Con la decisione di lasciare aperti i nuovi cassonetti, ne cancella l’intelligenza e li rende esattamente uguali ai contenitori di prima. C’è da chiedersi perché ha accettato di spendere i soldi necessari al loro posizionamento.
