Riapre la Galleria Le Chiavi. Volpini: “Un’opera fondamentale per il territorio”
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Riapre la Galleria Le Chiavi. Volpini: “Un’opera fondamentale per il territorio”

Il sindaco di Abbadia San Salvatore commenta la conclusione dei lavori di Anas: «Tre anni di sacrifici, ma oggi abbiamo un'infrastruttura moderna. Le priorità restano il collegamento con Siena e la sicurezza della rete stradale».

Riapre la Galleria Le Chiavi. Volpini: “Un’opera fondamentale per il territorio”
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RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

10 Luglio 2026 - 22.55


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di Francesca Anichini e Marcello Cecconi

Dopo oltre due anni e mezzo di chiusura, la Galleria “Le Chiavi” lungo la strada statale 2 Cassia è tornata percorribile. Un’opera attesa da cittadini, pendolari e imprese, resa possibile grazie a un intervento da 15 milioni di euro realizzato da Anas, che restituisce piena funzionalità a uno dei collegamenti strategici tra il Monte Amiata e Siena. Ma, archiviato questo cantiere, l’attenzione si sposta già sulle altre criticità della viabilità del sud della provincia. Ne parliamo con il sindaco di Abbadia San Salvatore, Niccolò Volpini che traccia un bilancio dei lavori conclusi e indica le prossime priorità infrastrutturali del territorio.

Anas ha riaperto la Galleria “Le Chiavi” lungo la Cassia, seppur con qualche settimana di ritardo. Che cosa rappresenta questa riapertura?

La riapertura della Galleria “Le Chiavi”, chiusa dalla fine di novembre 2023, rappresenta un risultato di grande importanza per il nostro territorio. Si tratta di un intervento strategico, del valore di circa 15 milioni di euro, realizzato da Anas su quella che è l’unica arteria di collegamento dell’intera area industriale che interessa i comuni di Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio e Radicofani. Parliamo di un distretto produttivo per la provincia di Siena, dove operano aziende di primo piano, comprese importanti firme della pelletteria, oltre a numerose realtà artigianali e manifatturiere di eccellenza. La riapertura della galleria significa restituire piena funzionalità al principale collegamento del nostro territorio con Siena, garantendo migliori condizioni di mobilità sia ai cittadini sia alle imprese.

Qual è stato il ruolo delle amministrazioni locali, dal Comune alla Provincia fino alla Regione, durante questi anni di lavori, soprattutto per limitare le ripercussioni sui cittadini e sui comparti artigianali e industriali del territorio?

Il ruolo della nostra amministrazione, insieme a quello dei Comuni di Radicofani e Piancastagnaio e della Provincia di Siena, è stato principalmente quello di rappresentare le esigenze del territorio, facendoci portavoce delle istanze dei cittadini e, in particolare, dei lavoratori, considerando la presenza in quest’area di un comparto artigianale e industriale di grande rilievo. Abbiamo seguito costantemente l’iter dei lavori e raccolto le difficoltà vissute dai cittadini durante il periodo di chiusura della galleria, ad esempio chi dalla Val di Paglia doveva raggiungere l’autostrada, infatti, era obbligato ad affrontare ogni giorno un percorso più lungo, con tempi di percorrenza superiori alla normalità. L’opera, interamente di competenza di Anas, è poi proseguita con tempi relativamente rapidi, nonostante alcune difficoltà iniziali che avevano rallentato l’avvio del cantiere.

Questo intervento è il risultato di un percorso iniziato negli anni scorsi. L’assenza recente di rappresentanti del territorio senese in Regione Toscana, quindi, non ha inciso in modo significativo sull’iter della realizzazione dell’opera?

Sì, è corretto, anche se ritengo che una vera rappresentanza del territorio del sud della provincia sarebbe stata comunque importante e avrebbe potuto dare maggiore forza alle istanze dell’area. Tuttavia, questo intervento nasce da un percorso avviato negli anni passati e non riguarda direttamente la Regione Toscana, trattandosi di un’opera di competenza statale, con la strada affidata ad Anas. Per questo motivo, in questo caso specifico, l’assenza di un rappresentante istituzionale espressione di quest’area geografica non ha inciso sul completamento dell’intervento, anche se avere una voce del territorio nelle sedi decisionali resta sempre un elemento auspicabile e importante.

Confindustria Toscana Sud ha preso atto di questa bella novità, sottolineando però che non bisogna fermarsi qui e che l’attenzione sulle criticità infrastrutturali del territorio deve proseguire. In particolare, interventi come il ponte delle Nuove Luci di Gallina e la variante Monteroni-Monsindoli, strategica per il collegamento con la E78. Come risponde a queste osservazioni?

La risposta, a mio avviso, sta nella corretta visione politica che ha accompagnato questo percorso e per la quale tutti gli abitanti del sud della provincia devono ringraziare coloro che hanno lavorato affinché la Cassia tornasse a essere una strada statale a tutti gli effetti, affidata quindi alla competenza e alla responsabilità di Anas. Lo dico perché, diversi anni fa, Anas presentò, insieme all’allora presidente della Provincia di Siena Silvio Franceschelli, un progetto complessivo che prevedeva una serie di interventi lungo il collegamento tra il sud della provincia e Siena. Un programma di opere ritenute necessarie per consentire alle nostre aree interne, spesso penalizzate dal punto di vista infrastrutturale, di poter essere raggiunte con la stessa facilità con cui si raggiungono altri territori della provincia. Questa, secondo me, è la vittoria di una visione politica lungimirante. Certo, è doveroso ricordare che ogni grande intervento infrastrutturale porta con sé inevitabili disagi. Anche in questo caso il territorio ha dovuto sopportare una fase complessa, durata circa tre anni, ma il risultato finale è la realizzazione di un’infrastruttura moderna e strategica.

Quali sono, adesso, le priorità per il territorio sul fronte delle infrastrutture?

Sicuramente è necessario proseguire con gli interventi sulla Cassia, perché non è più possibile che dal sud della provincia servano un’ora e venti minuti, o addirittura un’ora e mezza, per raggiungere il capoluogo. È una situazione che il territorio non può più permettersi. Sono quindi fondamentali i prossimi lavori previsti sulla Cassia, a partire dal tratto della variante Monteroni-Monsindoli. Sarà altrettanto importante, successivamente, l’intervento che Anas dovrà realizzare sul ponte del Pragliola, in direzione Roma, perché parliamo di infrastrutture ormai datate che necessitano di adeguamenti attesi da molti anni, proprio come è avvenuto per la galleria delle Chiavi.

Per quanto riguarda invece la viabilità non di competenza statale, a breve avremo un incontro tra i sindaci del territorio per coordinare le esigenze dell’area. Non possiamo pensare di intervenire contemporaneamente su tutta la rete stradale, ma dobbiamo individuare le priorità e portare avanti un piano realistico che possa trovare attenzione e risposte da parte degli enti competenti.

Nel frattempo ho accolto con soddisfazione il recente comunicato della Provincia che annuncia l’avvio, già dalla prossima settimana, di alcuni interventi sulla strada provinciale della Vetta, fondamentale per raggiungere la cima del Monte Amiata. È un primo segnale positivo e sono particolarmente soddisfatto di questa attenzione verso una viabilità importante per il nostro territorio.

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