Sparo accidentale al Comando dei Vigili di Siena: il PD presenta l'interrogazione annunciata sui tempi di formazione e sui protocolli di sicurezza

I dem chiedono chiarezza su addestramento e custodia. Sotto la lente dell'opposizione i protocolli di carico, scarico e pulizia delle armi. L'interrogazione chiede un potenziamento della formazione del personale.

Sparo accidentale al Comando dei Vigili di Siena: il PD presenta l'interrogazione annunciata sui tempi di formazione e sui protocolli di sicurezza
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RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

9 Luglio 2026 - 17.07


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È stata ufficialmente depositata l’annunciata interrogazione del Partito Democratico in merito al colpo partito accidentalmente dalla pistola di un agente all’interno del Comando della Polizia Municipale di Siena. L’episodio risale al 1° luglio, ma la città ne è venuta a conoscenza tramite la stampa solo il 4 luglio. Pur non avendo causato danni a persone o cose, il fatto ha riacceso i riflettori sui rischi legati alla sicurezza sul lavoro degli stessi operatori.

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L’accaduto, emerso in seguito a una segnalazione delle organizzazioni sindacali, è divenuto di dominio pubblico lasciando spazio alle prime reazioni politiche. Sul caso si è espressa la neo-assessora alla sicurezza Fiamma Cardini, che si è limitata a rassicurare affermando che la situazione è sotto controllo e che il Comune ha già attivato tutti i provvedimenti necessari.

Torna così a scaldarsi il dibattito politico cittadino attorno al tema dell’armamento della Polizia Municipale.

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L’interrogazione, firmata dai consiglieri dem Anna Ferretti, Alessandro Masi, Giulia Mazzarelli, Gabriella Piccinni e Luca Micheli, ripercorre le tappe di una scelta amministrativa il cui impianto l’opposizione aveva già fortemente criticato, nell’iter che aveva portato all’approvazione del nuovo Regolamento sull’armamento (deliberazione n. 20 del 13 febbraio 2025) e del successivo Regolamento del Corpo di Polizia Locale (deliberazione n. 110 del 29 maggio 2025).

Le critiche: “Mancata valorizzazione e tempi troppo stretti”

Il PD ribadisce l’introduzione delle armi sia stata concepita dalla giunta Fabio come una risposta immediata alle criticità del territorio, piuttosto che come il tassello finale di un percorso di valorizzazione e crescita professionale del Corpo. I consiglieri rivendicano una visione di sicurezza urbana legata al dialogo e alla prossimità, richiamando il modello storico dei bobbies londinesi non armati

Le perplessità dei democratici erano già state formalizzate in un’interrogazione del marzo 2025 a firma di Alessandro Masi. In quella sede, il gruppo espresse totale insoddisfazione per la tempistica di consegna delle armi – avvenuta tra luglio e ottobre dello stesso anno –, giudicata troppo celere se paragonata ai percorsi di addestramento annuali previsti per le altre forze armate

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 I nodi da sciogliere

Con questa nuova interrogazione, il Partito Democratico chiede alla Sindaca e all’Assessore competente di fare massima chiarezza su due punti cardine. Il primo riguarda la gestione e i controlli interni: viene richiesto un focus dettagliato sulle modalità di custodia di armi e munizioni e sulle verifiche messe in atto dal Comune per garantire la regolarità delle delicate procedure di carico, scarico e pulizia dei dispositivi (come previsto dagli articoli 13, 18 e 19 del Regolamento). Il secondo riguarda il potenziamento della formazione: si si sollecitano informazioni sui piani di aggiornamento formativo, sia individuali che collettivi, destinati a elevare gli standard di sicurezza per gli agenti e, di riflesso, per l’intera comunità senese.

L’obiettivo dell’opposizione, insomma, è spingere la Giunta Fabio verso una riconsiderazione complessiva dei percorsi di tutela organizzativa e tecnica del Corpo. Secondo i dem, la tutela degli operatori deve passare necessariamente da una formazione continua e rigorosa, mossa da un principio logico elementare: se la sicurezza stessa non viene gestita in modo sicuro, perde ogni valore.

La rilevanza della questione ha però oggi travalicato i confini del confronto istituzionale, scatenando reazioni scomposte e violente sui social network. Nelle ultime ore tra i commenti a un articolo pubblicato da una testata online senese, sono apparse parole minacciose indirizzate direttamente alla capogruppo del PD, Anna Ferretti. Un episodio grave che accende un ulteriore faro sulla deriva del dibattito web, a cui nessun cittadino democratico dovrebbe rassegnarsi o abituarsi. Stupisce che la testata giornalistica coinvolta non abbia ritenuto necessario intervenire tempestivamente per rimuovere i commenti offensivi e a sfondo minatorio.

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FloorAD AMP
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