Vasco Calonaci: coltivare il dubbio, custodire il futuro

Presentato in Provincia il 23 giugno il nuovo volume dell’Associazione “La Quercia” sul grande dirigente del Pci

Vasco Calonaci: coltivare il dubbio, custodire il futuro
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RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

29 Giugno 2026 - 12.42


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di Giulio Guazzini e Niccolò Guicciardini

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“La passione e la misura. L’impegno di Vasco Calonaci tra memoria, politica e istituzioni” non nasce per raccontare una biografia, ma per inaugurare un viaggio condiviso. Non un mero volume su un dirigente senese, ma una narrazione, originale e polifonica, di una vicenda che consente di ripercorrere fondamentali interrogativi del Novecento e, di conseguenza, del presente. Come si costruisce e conserva una democrazia? Come si tramanda una memoria? Cosa rimane di una stagione collettiva quando le forme si modificano?

Vasco Calonaci si presta ad aprire pagine di interrogativi, potendo ripercorrere la sua vita di partigiano, Segretario comunista, Presidente della Provincia di Siena, Parlamentare. Un dirigente che non separò mai politica e studio, organizzazione e riflessione, militanza e responsabilità, e dove soprattutto convissero i termini del titolo del libro nella loro accezione più profonda: la passione e la misura.

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In poche parole, la convinzione che la politica fosse da vivere in modo totalizzante, in quanto incide sulla vita delle persone, e l’esigenza di approfondire e studiare, perché nessun dogma porta lontano.

L’Associazione culturale “La Quercia” ha voluto fortemente tale pubblicazione sul fondatore dell’Archivio storico del movimento operaio e democratico senese; un tassello che si aggiunge alla lunga tradizione di pubblicazioni dell’Asmos.

La figura di Calonaci torna così a parlarci con la sua voce, grazie a un’ampia selezione di suoi scritti, raccolta tra gli archivi di Siena, Roma e San Gimignano, e a una serie di contributi.

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L’ampio volume ci ricorda il valore della durata in un tempo nel quale tutto sembra consumarsi rapidamente. C’è la pazienza delle carte, degli appunti, dei verbali, delle relazioni, delle fotografie. E traspare la convinzione che ciò che viene vissuto collettivamente non debba disperdersi, ma possa diventare patrimonio comune. Non per nostalgia, ma perché, come diceva Marc Bloch: «l’incomprensione del presente nasce fatalmente dall’ignoranza del passato».
Sfogliare le carte di Calonaci è come entrare in una casa ancora abitata. Ogni fascicolo comunica un’urgenza: capire, conservare, tramandare. Pagina dopo pagina, le carte restituiscono il profilo di un politico e il respiro di una comunità tra Resistenza, amministrazioni locali e sezioni di partito.

Il passato, rivissuto in presa diretta, non è immobile. È quel Novecento terribile e inquieto, fatto di conquiste, dubbi e drammi. Calonaci osserva, annota e rilegge partendo dalle radici della sinistra dalla fine dell’Ottocento e raccontandola da protagonista tra traumi e tentativi di rinnovamento del Pci. Le tensioni degli anni di piombo e il lungo tramonto degli anni Ottanta si trasformano in un’alba ricercata caparbiamente, per una nuova dimensione della sinistra in Italia e in Europa. È un dubbio coltivato in equilibrio tra l’esigenza di non cancellare ciò che è stato e costruire ciò che sarà, proprio sulle spalle della parte migliore dell’esperienza comunista italiana. 

Il libro, in definitiva, non costruisce un monumento, ma spinge a misurarsi con domande ancora aperte. E, soprattutto, su una caratteristica generativa dell’impegno di Calonaci: come migliorare le condizioni dell’umanità, a partire dagli ultimi, a partire da quel contesto mezzadrile nel quale Vasco nacque e crebbe. Come ebbe a dire in un seminario di raccolta di testimonianze orali nel 1994, a Siena, per il quale si ringrazia il professor Pietro Clemente per averlo fatto tornare alla luce: «In primo luogo, c’era, direi, il solito istinto contro le ingiustizie sociali, contro la miseria, contro tutto quello che c’era un po’ in quell’ambiente contadino».

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L’obiettivo è che l’archivio si trasformi da luogo di conservazione a soggetto attivo che mantiene le sue promesse: le vite, le scelte, le fatiche, le speranze e le contraddizioni di uomini e donne del Novecento non vengano dimenticate e, anzi, entrino in dialogo col presente in un fecondo ragionamento su ciò che siamo oggi. Chi si trova adesso ad impegnarsi in politica, nelle istituzioni o nel volontariato potrà trovare tanti spunti utili. E anche lo studioso potrà arricchire la visione sul Novecento senese, attraversandolo da una prospettiva privilegiata, accanto a Vasco Calonaci.

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