MPS: le dichiarazioni di Luigi Lovaglio spiazzano i difensori dell’accordo con Banca Intesa
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MPS: le dichiarazioni di Luigi Lovaglio spiazzano i difensori dell’accordo con Banca Intesa

L’amministratore delegato spiega perché ci sia in giro tanta voglia di metter le mani sul “gioiello” senese. La soluzione migliore è la fusione con Mediobanca. Le affermazioni rimbalzano su tutta la stampa nazionale. Ci aspetta una interessante seduta del Consiglio comunale

MPS: le dichiarazioni di Luigi Lovaglio spiazzano i difensori dell’accordo con Banca Intesa
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RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

23 Giugno 2026 - 14.05


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di Francesco Tunda 

Per giorni e giorni le sirene d’allarme hanno agitato Siena. Lecito. E quando qualcuno s’azzardava a dire che insomma i giochi della combine con Intesa non erano ancora fatti e che forse qualche spiraglio si sarebbe potuto aprire. Ridacchiavano e magari pensavano di saperla lunga. Bastava leggere con attenzione ciò che diceva qualche ministro o ascoltare, con altrettanta attenzione, il voluto silenzio di Rocca Salimbeni per capire che forse non tutto era perduto. Oggi finalmente quel silenzio s’è interrotto. A parlare è stato Luigi Lovaglio il quale dopo essersi dichiarato lieto per tanto interesse mostrato verso Mps (“siamo un gioiello”) ha chiarito con nettezza la posizione sua e del Consiglio d’amministrazione in una nota pubblicata dall’Ansa e ripresa da tutta la stampa nazionale: “Il compito di un consiglio di amministrazione è quello di analizzare, valutare e cercare la soluzione migliore, ovvero le soluzioni nell’interesse dei nostri azionisti, ed è proprio quello che stiamo facendo”. Luigi Lovaglio è entrato poi  ancor più nel merito precisando che  “La regola della passivity rule esiste per tutelare gli azionisti e noi la rispettiamo pienamente. Credo fermamente che il nostro dovere sia quello di rendere il valore di Montepaschi ancora più riconoscibile di quanto non sia oggi”. Luigi Lovaglio calca la mano, in più passaggi, sulla solida posizione patrimoniale in cui si trova Mps che quindi “questa debba essere debitamente considerata e riconosciuta in qualsiasi operazione in cui fossimo coinvolti”. 

L’ad del Monte sottolinea, inoltre, di ritenere “sempre più che la fusione tra Mediobanca e Montepaschi sia una delle migliori iniziative per affrontare ciò che sta accadendo sul mercato e per garantire ai nostri clienti servizi unici e completi. Abbiamo quindi davanti a noi – aggiunge – una grande opportunità, poiché siamo uno degli attori più dinamici”. L’attenzione alla performance non si ottiene tramite fogli di calcolo Excel. L’attenzione alla performance è un atteggiamento – spiega Lovaglio – nel ricordare che “quattro anni fa Montepaschi aveva una capitalizzazione di mercato di 300 milioni. Oggi, grazie a Mediobanca, ne abbiamo più di 30 miliardi, e ritengo che il valore della società non sia pienamente riconosciuto dal mercato. E all’interno del gruppo disponiamo di un enorme potenziale, di un’enorme opportunità per aumentare ulteriormente questo valore”.

La dichiarazione è stata ampiamente ripresa da Il sole 24 ore riportando le spiegazioni di Luigi Lovaglio sul rapporto con Mediobanca: “l’integrazione tra Mps e Mediobanca sia «on track». Una conferma arrivata – come scrive Il Sole –  anche dal board di ieri, con cui la banca ha avviato l’attuazione del piano di riorganizzazione del gruppo approvato il 17 febbraio. I consigli di amministrazione di Mps, Mediobanca Premier e Widiba hanno infatti dato il via libera unanime ai progetti che prevedono il conferimento delle attività di corporate & investment banking, del private banking di fascia alta, delle branch estere di Mediobanca e della partecipazione in Generali in una nuova Mediobanca, controllata al 100% da Mps. Parallelamente è prevista l’integrazione delle reti di consulenti finanziari di Mediobanca Premier e Widiba. “L’integrazione procede secondo i tempi previsti e nel perimetro definito – ha detto il manager – e questo rafforza ulteriormente la logica industriale che sta alla base del progetto”. Per Lovaglio “sempre di più, parlando con gli investitori, ritengo che la combinazione tra Mediobanca e Monte dei Paschi rappresenti una delle migliori iniziative per affrontare ciò che sta accadendo nel mercato e per offrire ai clienti servizi unici e completi”. Secondo il banchiere, Mps ha davanti “una grande opportunità perché siamo tra gli operatori più dinamici. Dobbiamo rendere ancora più visibili e riconoscibili le nostre eccellenti franchise, combinando uno storico marchio iconico come Monte dei Paschi con un altro marchio iconico come Mediobanca”. Si tratta di “un’opportunità unica per il mercato, che potrà beneficiare di servizi distintivi. Allo stesso tempo, è un’opportunità straordinaria anche per le nostre persone, che potranno partecipare a uno dei progetti più attrattivi dell’ultimo decennio”.

Queste dichiarazioni di Luigi Lovaglio rendono ancor più rilevante il Consiglio comunale straordinario di domani, tardo pomeriggio. Sarà l’occasione per verificare quali forze siamo disposte a difendere davvero il Monte dei Paschi di Siena e coloro che invece dovranno ( vorranno?) ascoltare altre campane. Quelle della Capitale.

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