Un lungo applauso, caloroso e prolungato, ha accompagnato il trionfo del Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini” al Mozarteum di Salisburgo, confermando il valore internazionale della tradizione musicale senese e il ruolo sempre più centrale dell’Accademia Musicale Chigiana nel dialogo culturale europeo.
Il concerto, andato in scena venerdì 22 maggio nella Solitär Saal dell’Universität Mozarteum nell’ambito della Barocknacht 2026, ha rappresentato uno dei momenti più significativi della ventesima edizione della manifestazione dedicata alla musica barocca. Protagonista della serata è stata la monumentale Messa in si minore BWV 232 di Johann Sebastian Bach, eseguita dal Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini”, preparato dal maestro Lorenzo Donati, insieme alla Barockorchester e ai solisti dell’Universität Mozarteum sotto la direzione di Alfredo Bernardini.
L’entusiasmo del pubblico salisburghese ha suggellato un progetto artistico che va oltre il successo concertistico e si inserisce in un percorso di collaborazione consolidata tra Siena e Salisburgo, due città accomunate dal riconoscimento UNESCO e da una lunga tradizione culturale.
A margine dell’evento, una delegazione dell’Accademia Musicale Chigiana composta dal direttore artistico Nicola Sani, Stefano Jacoviello e Giovanni Vai, insieme all’assessore del Comune di Siena Giuseppe Giordano, ha incontrato la nuova rettrice dell’Universität Mozarteum Constanze Wimmer e la rappresentante del sindaco di Salisburgo Delfa Kosic. Un confronto che ha confermato la volontà di rafforzare ulteriormente il rapporto tra le due istituzioni e di aprire nuove prospettive di cooperazione culturale e artistica.
L’esperienza salisburghese avrà inoltre una prosecuzione simbolica e concreta a Siena: la stessa produzione della Messa in si minore tornerà infatti il prossimo 27 agosto nell’ambito del Chigiana International Festival & Summer Academy 2026 “Isole”, con il medesimo cast artistico.
Accanto alla dimensione internazionale, la Chigiana guarda anche al futuro attraverso il sostegno ai giovani interpreti. In questo spirito nasce il Premio Marco Baglioni, presentato all’interno di Primavera Chigiana 2026 e dedicato alla memoria di una figura che per oltre vent’anni ha rappresentato un riferimento nella vita dell’istituzione senese.
La prima edizione del riconoscimento, promossa in collaborazione con il Rotary Club Siena EST, vuole trasformare il ricordo di Marco Baglioni in un investimento concreto sulle nuove generazioni, valorizzando il talento e la formazione musicale di alto livello che da sempre caratterizzano la missione della Chigiana.
Il premio è stato assegnato al Quartetto Cino Ghedin, giovane ensemble cameristico nato nel 2024 presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma e già distintosi in importanti concorsi nazionali e internazionali. La formazione – composta da Filippo Bogdanovic al violino, Myriam Traverso alla viola, Mattia Geracitano al violoncello e Laura Licinio al pianoforte – sarà protagonista del concerto dei vincitori in programma martedì 26 maggio alle ore 19.30 nel Salone dei Concerti di Palazzo Chigi Saracini.
Il legame con Siena è già parte integrante del percorso artistico del quartetto: nel 2025 l’ensemble ha infatti frequentato il corso di alto perfezionamento di Musica da Camera tenuto da Bruno Giuranna nell’ambito della Chigiana International Summer Academy, proseguendo quel modello di continuità tra formazione e attività concertistica che rappresenta uno dei tratti distintivi dell’Accademia.
Il programma del concerto proporrà due pagine centrali del repertorio romantico cameristico: il Quartetto con pianoforte in mi bemolle maggiore op. 47 di Robert Schumann e il Quartetto n. 3 in do minore op. 60 di Johannes Brahms, in un dialogo musicale che unisce introspezione, ricerca espressiva e costruzione collettiva del suono.
Tra il successo internazionale di Salisburgo e il sostegno ai giovani musicisti, la Chigiana conferma così una visione che tiene insieme eccellenza artistica, formazione e apertura internazionale, consolidando il ruolo di Siena come centro di produzione culturale capace di dialogare con l’Europa senza perdere il legame con il proprio territorio.