Olio di ricino

Dal fascismo della "Difesa della razza" agli orrori di Gaza: quando la degradazione del nemico cancella lo Stato di diritto, le democrazie occidentali non possono più restare a guardare.

Olio di ricino
Preroll AMP

Silvia Folchi Modifica articolo

23 Maggio 2026 - 09.54


ATF AMP

L’umiliazione pubblica come ostentazione del potere e della violenza con cui il potere legittima sé stesso non è un fatto nuovo. In Italia la praticavano gli squadristi negli anni in cui il fascismo tentava di piegare gli oppositori facendo ingerire loro larghe dosi di olio di ricino, e le purghe che ne conseguivano servivano, insieme alle botte inflitte coi manganelli, ad esporre pubblicamente ‘nemici’ ridotti a vittime che gemevano tenendosi il ventre e che, letteralmente, si cacavano addosso mentre cercavano di sfuggire agli aggressori. Anche dopo la marcia su Roma la brutalità veniva intesa come diritto del vincitore ad annientare fisicamente e simbolicamente ciò che restava del movimento popolare.

Top Right AMP

Il passo successivo alla degradazione simbolica e fisica è la disumanizzazione del nemico, che rende sostenibile agli aguzzini la pratica della tortura: se il nemico è un animale, se è un insetto, se non è umano come me, mia madre o i miei figli, allora lo posso schiacciare, e posso schiacciare i suoi figli, in nome della civiltà superiore cui appartengo. Gli posso amputare un arto senza anestesia, lo posso stuprare, lo posso far morire di fame, lo posso deridere mentre torturo i suoi parenti.

Anche la pratica della disumanizzazione è stata largamente utilizzata dal fascismo, e non solo, come spesso si tende a pensare, in chiave antiebraica e in obbedienza al temibile alleato nazista.

Dynamic 1 AMP

Sfogliare qualche numero della rivista «La difesa della razza» (il cui segretario di redazione fu Giorgio Almirante) risulterebbe illuminante. La disumanizzazione delle popolazioni colonizzate dell’Africa orientale, ad esempio, è funzionale alla necessità della loro ‘civilizzazione’ da parte del conquistatore italiano e della sua prospettiva di dominio. Nel suo Un assurdo etnico: l’impero etiopico, del 1935, Lidio Cipriani afferma l’impossibilità, per le popolazioni etiopiche, di governarsi da sole, essendo biologicamente destinate alla sottomissione. 

Colonialismo, nazionalismo, razzismo, disumanizzazione. L’esperienza fascista ci avrebbe almeno potuto insegnare che la degradazione degli oppositori non dovrebbe avere cittadinanza negli stati che si dichiarano democratici, o, per dirlo con maggior chiarezza, che gli stati che la praticano non fanno parte del consesso democratico.

Se un ministro del governo israeliano come Ben-Gvir, quello della torta di compleanno con l’immagine del cappio, la ostenta contro gli attivisti non violenti della Global Sumud Flotilla, i governi democratici non possono rifiutarsi di prenderne atto e, invece che protestare più o meno tiepidamente e senza immediate conseguenze, non possono evitare di richiamare gli ambasciatori e interrompere ogni accordo di collaborazione. Appartenere al consesso democratico comporta regole da rispettare. Se al tavolo c’è chi non le rispetta e ne vantasemmai il disprezzo, non resta che alzarsi dal tavolo. 

Dynamic 1 AMP

Gli attivisti della Flotilla hanno acceso una luce su quanto di poco democratico accade in un Paese le cui carceri sono piene di civili inermi, anche bambini, detenuti in condizioni estreme e indicibili. A chi evoca lo spettro di Hamas, si risponda che appunto l’Italia non è alleata di Hamas, è invece alleata di Israele.

Intanto a Gaza si muore per fame, bombe, malattie, infezioni, si muore per essere letteralmente mangiati dai ratti. Continua a sfuggirci di cosa parliamo quando parliamo della necessità di mantenere accordi bilaterali tra quel governo e il nostro, mentre sono anche troppo chiare le pratiche coloniali, nazionaliste, razziste, disumanizzanti che non possono più consentirci di sedere allo stesso tavolo. 

Facebook Comments Box

Autore

FloorAD AMP
Exit mobile version