Il mistero senese che anticipò il sequestro Moro

La sera prima del rapimento del presidente della Democrazia Cristiana, un uomo cieco disse di aver ascoltato per caso una conversazione che annunciava il sequestro. Nessuno gli credette. Il giorno dopo, il 16 marzo 1978, quelle parole sembrarono trasformarsi in realtà.

Il mistero senese che anticipò il sequestro Moro
Preroll AMP

RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

19 Maggio 2026 - 18.37


ATF AMP

Sono passati 48 anni dall’uccisione di Aldo Moro, assassinato il 9 maggio 1978 dalle Brigate Rosse al termine dei 55 giorni di prigionia che segnarono una delle pagine più drammatiche della storia repubblicana italiana. Una vicenda che continua ancora oggi a generare interrogativi, ricostruzioni e zone d’ombra.

Top Right AMP

Tra gli episodi meno noti legati al caso Moro ce n’è uno che conduce lontano da Roma, fino a Siena.

La sera del 15 marzo 1978, poche ore prima del rapimento dello statista democristiano in via Fani, un uomo cieco, Giuseppe Marchi, stava tornando verso casa in via dei Pellegrini. Secondo il suo racconto, passando vicino a un’auto ferma avrebbe sentito due persone parlare del rapimento imminente di Moro.

Dynamic 1 AMP

Marchi rimase colpito da quella conversazione e, una volta arrivato in osteria, raccontò quanto aveva ascoltato. Ma nessuno gli diede credito. Era conosciuto da molti come “Beppe il Bugiardo”, soprannome guadagnato per la sua abitudine a raccontare storie improbabili e ad alimentare racconti fantasiosi. Neppure la moglie, quando rientrò a casa, prese sul serio il suo racconto.

La mattina seguente, però, il 16 marzo, il Paese si svegliò con la notizia del rapimento di Moro e dell’eccidio della scorta. Le parole riferite da Marchi assunsero improvvisamente un significato inquietante.

Le immagini riportano a quei giorni di sgomento che seguirono il rapimento del presidente della Dc e poi il tragico epilogo del 9 maggio 1978. Una città che, come il resto del Paese, si fermò davanti a uno degli eventi più traumatici della storia repubblicana.

Dynamic 1 AMP

La vicenda arrivò anche all’attenzione della Questura di Siena, che interrogò l’uomo e trasmise la segnalazione agli organi competenti. Successivamente lo stesso Marchi confermò il proprio racconto al settimanale del PCI Nuovo Corriere Senese.

Da allora quella testimonianza è rimasta sospesa tra suggestione, coincidenza e possibile pista mai chiarita fino in fondo. Tra coloro che hanno dedicato attenzione all’episodio c’è stato anche Sergio Flamigni, che nei suoi studi sul caso Moro raccolse documenti, testimonianze e aspetti rimasti controversi della vicenda.

Dynamic 1 AMP

Un dettaglio minore nella grande storia nazionale, forse. Oppure uno di quei frammenti che, ancora oggi, continuano ad alimentare le domande irrisolte attorno al caso Moro.

Facebook Comments Box

Autore

FloorAD AMP
Exit mobile version