di Sergio Scalabrelli
“Non è quello di oggi un evento spot!”, esordisce così Fabio Massimo Castellani presidente dell’associazione Siena Città della Musica, promotore di una tavola rotonda intitolata Tra vincoli e vibrazioni, la musica live a Siena e nelle città storiche, svoltasi venerdì pomeriggio nella Sala delle Lupe. Erano presenti, oltre all’Amministrazione, esponenti di varie realtà cittadine e non: Siena Jazz, Rock Factory, Open Stage, ConfCommercio Siena e Meeting etichette indipendenti.
Dalle polemiche sugli orari alle proposte. Il dibattito, moderato da Orlando Pacchiani, si svolge a distanza di poco tempo dalle ultime polemiche sorte in occasione della decisione di spostare alle una il limite massimo per l’esecuzione della musica dal vivo nei locali del centro storico e ha visto un intervento in video di Giordano Sangiorgi del Meeting etichette indipendenti che ha sottolineato come sia positivo che ci si interroghi sul rapporto città-musica, musica live-residenti, al fine di condividere le regole per le attività serali, soprattutto per gli assembramenti post concerti.
Modelli vincenti e l’idea degli “hub” all’aperto. Stefano Frosi, titolare di Open Space, ha spiegato come si potrebbero inserire nel tessuto cittadino dei piccoli hub dove poter far musica all’aperto in maniera ordinata e condivisa. Loro lavorano già con una trentina di comuni tra i quali Lucca, Pesaro, Sanremo, Verona.
Giacomo Paradiso di Rock Factory ha affermato con forza che non c’è niente di meglio che il palco per capire a che punto di preparazione sia un musicista. Necessità ribadita anche da Silvia Bolognesi Direttrice Artistica di Siena Jazz. Paradiso ha citato un esempio positivo vicino a noi, quello di Monteroni d’Arbia, dove, con pochi click e pochi euro, si può affittare uno studio pronto per le prove dei gruppi, anche quelli con più alti decibel prodotti!
Per quanto riguarda il fronte degli esercenti, la dott.ssa Bartoli di ConfCommercio ha spiegato i vincoli che hanno i locali ed ha ricordato che è stato intrapreso un percorso con l’amministrazione, gli uffici e le autorità per contemperare le esigenze, inevitabilmente diverse, tra i privati ed il settore pubblico. L’esempio di questa collaborazione è lo spostamento all’una dell’orario entro il quale si può suonare nei locali, armonizzando una differenza che c’era tra i regolamenti comunali. Gli spazi sono chiaramente la prima necessità, come ha ribadito Silvia Bolognesi di Siena Jazz, e la necessità di cercare soluzioni per questo tema delicato.
La via del Comune: periferie, Fortezza e orari “alla nord europea”. Dopo questa serie di interventi ha preso parola Vanna Giunti, assessora al Turismo del Comune di Siena, che ha spiegato che parte da oggi un tavolo dove si porteranno idee e progetti in un’ottica sinergica tra le varie componenti. Ha sostenuto che si possono trovare spazi anche nelle periferie, nello specifico in Massetana e in Viale Toselli, oltre all’utilizzo della Fortezza che pare essere un luogo adatto alla convivenza cittadina. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici ‘da sfoltire’ ha ammesso che il Comune può fare ben poco, avanzando l’idea che gli spettacoli potessero iniziare prima, come nel nord Europa.
Burocrazia e scarsa partecipazione: le spine del dibattito. Dopo qualche intervento del pubblico, per la verità non molto numeroso, che ha ricordato l’auditorium di San Miniato come possibile punto di ripartenza, l’ostilità nei confronti dei ragazzi che fanno free style, l’installazione di un palco all’Acquacalda.
Castellani di Siena Citta della Musica ha tirato le conclusioni. Le priorità da affrontare saranno due: necessità di trovare luoghi e spazi dove esibirsi e lavorare sulla burocrazia che deprime la creatività. Per questo, ha ribadito che l’associazione si propone come strumento da utilizzare da parte di tutto il mondo musicale senese, mettendosi un po’ a capo di tutte le istanze.
È comunque auspicabile che la scarsa partecipazione ad un incontro come questo faccia riflettere e interrogare sulle modalità con cui simili dibattiti superino l’autoreferenzialità degli addetti ai lavori.
