Il progetto “Ri-generazioni in movimento” del Comune di Poggibonsi rappresenta un tentativo di rilanciare il centro storico non solo dal punto di vista commerciale, ma anche come spazio di incontro, identità e partecipazione, capace di attrarre residenti, visitatori e nuove energie imprenditoriali. È cofinanziato dalla Regione Toscana ed è realizzato in collaborazione con Terre di Siena Lab e con il supporto dell’associazione LaGorà. Saranno premiati in particolare le proposte giovanili e quelle localizzate nelle aree strategiche del centro storico come Piazza Amendola, Piazza Cavour e Via della Repubblica, compreso quelle già collegate al precedente progetto “Riempire i Vuoti”, che aveva già avviato una mappatura dei locali inutilizzati e un dialogo con i proprietari degli immobili.
Ne parliamo con l’Assessora allo Sviluppo Economico del Comune di Poggibonsi, Lisa Valiani.
La desertificazione commerciale del centro storico non colpisce solo Poggibonsi e il problema è ormai dilagante in ogni città. L’Amministrazione Comunale di Poggibonsi con questo progetto tenta di intervenire per aiutare il rilancio del centro. Ce lo spieghi meglio.
Anche a Poggibonsi accadono i fenomeni che coinvolgono tante città, fermo restando che noi abbiamo un centro storico composto di commercianti resilienti, con diversi casi recenti di commercianti che hanno ristrutturato o anche ampliato. Come Comune cerchiamo di fare la nostra parte anche con “Ri-generazioni in movimento”. Ci siamo aggiudicati un bando della Regione Toscana che ha lo spirito di cercare di incentivare nuove aperture, soprattutto quelle ibride, dove si sperimentino nuove forme di attività imprenditoriali che integrino l’anima commerciale con l’artigianato e con quella culturale e sociale.
Quando è iniziata questa operazione?
Il 12 marzo abbiamo iniziato a presentare il progetto, spiegandolo, e chiedendo ai proprietari di fondi sfitti, o comunque vuoti, di lasciarli in disponibilità al Comune per tentare di sperimentare queste nuove forme di apertura. Sappiamo bene che si opera su un terreno privato e che quindi ciò che proponiamo è un’operazione di collaborazione pubblico-privato per la disponibilità del fondo e almeno per apporre delle vetrofanie-messaggio sulle vetrine. Anche questo può concorrere al decoro, a un’immagine diversa del nostro centro storico. L’altra parte del progetto è il bando aperto per raccogliere idee imprenditoriali. Abbiamo organizzato una serie di appuntamenti sia volti a raccogliere gli spazi, a valorizzarli, immaginandoci qualcosa di nuovo all’interno, sia con l’intento di stimolare attività imprenditoriali.
Qual è la risposta ad oggi?
Devo dire che la disponibilità per gli spazi è stata tanta e ad oggi sono arrivate anche diverse proposte di idee imprenditoriali. Ci sarà una commissione che si riunirà a breve e comincerà a valutare le prime possibilità di incrociare spazi e idee anche se il bando rimarrà aperto fino a metà luglio. Certo è che il bando “Ri-generazioni in movimento” che terminerà a fine 2026 tende anche a valorizzare nuove generazioni di imprenditori, giovani che hanno voglia di investire sul territorio. E comunque questa non è l’unica manovra che noi stiamo introducendo.
Ma per questi sei mesi c’è un compenso per coloro che mettono a disposizione i fondi sfitti?
No, ci tengo a chiarirlo, gli spazi sono messi a disposizione in comodato d’uso gratuito. Sarà però il Comune che si farà carico di risistemarli al meglio grazie al capitolo di spesa per piccole operazioni di manutenzione previsto all’interno del bando. In più il Comune si farà carico di attivare le utenze necessarie alla nuova attività imprenditoriale. Si richiede ai proprietari la disponibilità gratuita dello spazio per un arco temporale che finirà a fine anno. Chi accetterà potrà concorrere al miglioramento del centro storico ed è questo un aspetto sul quale i proprietari puntano perché sono coscienti che poter riaprire un locale chiuso da tempo vuol dire farlo vedere, riqualificarlo e, potenzialmente, rivalutarlo sul mercato immobiliare. E questo è quello che, come Amministrazione Comunale, ci auspichiamo.
E per quanto riguarda le idee imprenditoriali cosa state facendo?
Il bando l’abbiamo congegnato anche per cercare di dare sostegno alle idee imprenditoriali prevedendo anche appuntamenti individuali per cercare di supportare anche una logica di business plan. Il bando della Regione Toscana terminerà il 31 dicembre ma noi, come Comune, stiamo già lavorando per mettere a punto una manovra di sostegno anche per l’anno successivo che riguarda nuove aperture o attività imprenditoriali ibride che si saranno dimostrate, in questi sei mesi, ad alta potenzialità.
Ci spieghi meglio.
È una manovra che noi stiamo mettendo a punto per poterla elaborare in autunno e che sta andando in parallelo a un incarico di studio di tutto il commercio all’interno del nostro Comune. L’obiettivo è la redazione di un piano strategico per i prossimi anni. L’idea nostra è proprio quella di mettere a punto un’ulteriore manovra di sostegno che riguarderà l’anno 2027. In aggiunta stiamo lavorando con la Finanziaria Senese di Sviluppo per cercare di perfezionare un’ulteriore collaborazione tra il Comune e l’Ente senese che possa in qualche modo aiutare e sostenere lo sviluppo delle piccole imprese del nostro territorio.
Si può ipotizzare quale potrebbe essere il bilancio delle nuove esperienze imprenditoriali a fine 2026?
Noi ci auguriamo che tutto non termini a fine anno perché l’idea è proprio quella di provare ad aprire attività che siano sostenibili anche nel tempo. Ciò emerge da come abbiamo congegnato il bando attraverso questi “sportelli individuali”, da come abbiamo messo a disposizione persone all’interno del nostro Comune. Lo dimostra soprattutto la presenza di tutte le associazioni di categoria che operano appunto nel commercio e nell’artigianato che stanno cercando, insieme a noi, di collaborare per stare vicino alle attività imprenditoriali che andremo a inserire negli spazi. Non abbiamo la sfera di cristallo per prevedere il futuro ma l’obiettivo è fare la nostra parte come Ente nell’operazione di coordinamento e di messa a disposizione di una macchina organizzativa, augurandoci che queste attività possano rimanere nel territorio.
È comunque qualcosa di nuovo per Poggibonsi.
Ci rendiamo conto che sono strade nuove perché si va a sperimentare forme di attività imprenditoriali ibride ma credo che possano essere una formula utile e vincente anche per tenere aperti gli spazi in più ore della giornata. Siamo convinti che le attività commerciali e artigianali nel nostro centro storico hanno anche un ruolo importante di presidio e l’idea di avere attività ibride che rispondono a fasce orarie diverse, a target e a usi differenti, ci potrebbe consentire di avere luci accese nel nostro centro storico per più tempo.
Come stanno rispondendo i commercianti del centro storico a questa iniziativa
Alcuni di loro hanno partecipato alle riunioni che noi abbiamo fatto. Il Centro Commerciale Naturale Via Maestra è un partner del progetto insieme a Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, CNA, ANFFAS, Fondazione Elsa, Fondazione Territori Sociali, Mixed Media e Ambito Turistico. I commercianti ci stanno accompagnando nell’iniziativa perché, come già detto, il progetto è anche pensato per il decoro del centro storico nel quale loro lavorano. Invece di trovare una vetrina vuota di un locale che il proprietario non mette a disposizione ci domandiamo come possiamo comunque cambiare l’immagine di quella vetrina. Anche questo fa parte di un percorso di progettazione, ed è quello che abbiamo fatto durante l’incontro laboratorio del 6 maggio, a cui hanno partecipato cittadini e associazioni.
