“In Italia c’è un passato che non vuole passare”. Pochi giorni fa Tomaso Montanari – autore de La continuità del male presentato ieri al Santa Maria della Scala – ha introdotto con queste parole, alla libreria Becarelli di Siena, Il libro segreto di CasaPound di Paolo Berizzi. Il giornalista de La Repubblica ha raccolto la testimonianza di una “gola profonda” che illumina dall’interno le dinamiche, i linguaggi e le pratiche di un’organizzazione in cui la violenza si configura come elemento strutturale. Il sottotitolo molto esplicito del volume è Le rivelazioni di un militante di primo livello dell’organizzazione neofascista italiana più importante degli ultimi vent’anni.
La gola profonda (“la mia fonte” l’ha chiamata Berizzi) non è un pentito, ma un militante di alto livello deluso dal movimento, che considera il gruppo dirigente di Casa Pound traditore degli ideali fascisti e lo accusa di essersi appropriato di un immaginario per interesse personale: togliendo così al Casa Pound ogni traccia di eroismo.
A legare i due libri discussi nell’arco di pochi giorni a Siena è la convinzione comune che il fascismo non sia un relitto del passato o un’ombra confinata nei manuali di storia e nei rituali nostalgici di una minoranza. Al contrario, viene descritto come una corrente carsica che attraversa la Repubblica, pronta a riaffiorare ogni volta che la democrazia mostri segni di indebolimento.
Oggi, si è detto, CasaPound in crisi cerca un rilancio sul progetto della re-migrazione, un tema che vede in campo la Lega e Fratelli d’Italia e che potrebbe riportare il movimento a pieno titolo nella destra di governo. In seguito alle minacce di morte e agli atti intimidatori ricevuti da gruppi neofascisti dal 2019 Paolo Berizzi vive sotto scorta, ma rimane tenacemente il giornalista italiano che più ci mette in grado di decriptare il neofascismo.
