di Annamaria Pezzimenti
Un’abbazia medievale a pochi chilometri da Siena sta diventando un contenitore “rigenerato” che produce cultura e welfare in modo continuativo. Non solo un museo, non solo un polo turistico, non solo un luogo per eventi e non solo musica o archeologia. Abbadia Isola, nel comune di Monteriggioni, è tutte queste cose insieme. E sta crescendo veloce.
Ne abbiamo parlato con l’assessore alla cultura di Monteriggioni, Marco Valenti, che non ha dubbi su dove si stia andando: «La linea scelta dal Sindaco Frosini è stata quella di recuperare il più possibile tutti gli spazi, esterni e interni, per giungere a un complesso destinato a essere vissuto da tutti, residenti, turisti, pellegrini, scolaresche, e capace di produrre cultura e welfare sociale in maniera continuativa.» Un’ambizione che, passo dopo passo, si sta traducendo in realtà.
Il Museo Archeologico di Monteriggioni (MaM), aperto dal luglio 2023, è il cuore identitario del progetto, istituzione al servizio della società, un percorso che va dalla preistoria al Medioevo, con percorsi, multimedia e perfino la ricostruzione facciale in 3D di una nobildonna della famiglia Franzesi, sepolta nel chiostro con i suoi gioielli. Un’«istituzione in divenire», spiega Valenti, che non conserva soltanto, ma produce conoscenza, «un luogo che continua a fare ricerca, a ruotare i reperti, ad aggiornare i contenuti.» Di recente il percorso è stato completato con supporti per non vedenti e l’inaugurazione è imminente.
Il futuro dell’operazione Abbadia Isola si muove su diversi fronti: completata la pavimentazione della piazza antistante la chiesa, fra pochissimo tempo saranno resi visibili i resti della cinta muraria del XII secolo. «Abbiamo anche individuato tre approdi per piccole imbarcazioni che, almeno fino al XIII secolo, servivano a traghettare merci e persone dal lago impaludato», aggiunge Valenti, scoperte che continuano ad arricchire il racconto del sito. Tra il 2026 e il 2027 è previsto il restauro di una delle torrette trecentesche fatte costruire da Siena: l’idea, ancora in discussione con l’Università di Siena, è di trasformarla in un osservatorio astronomico.
Il museo diffuso è il progetto più ambizioso ancora in divenire: un sistema di poli culturali estesi al territorio, attualmente in fase di ideazione. Impatto su tutta Monteriggioni però, che sta costruendo una reputazione culturale che si traduce in crescita del turismo e maggiore frequentazione da parte dei residenti dei comuni vicini. Meno pressione sul Castello, tutelare l’autenticità del paesaggio e diversificare l’offerta.
Abbadia Isola è entrata nella rete nazionale “Musei per l’Alzheimer” e ogni sabato lavora con persone affette dalla malattia, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Storiche dell’Università di Siena. «È probabilmente l’unico centro culturale in Italia», sottolinea Valenti, «dove ogni sabato dell’anno si lavora con persone fragili colpite da Alzheimer.» Il welfare e l’inclusione sociale diventano focus dell’operazione: a breve il progetto si estenderà anche a persone autistiche e con sindrome di Down.
E a proposito di progetti futuri, l’estate si presenta con una programmazione fitta. Il chiostro si è guadagnato la reputazione di “casa del jazz” grazie al festival curato da Stefano “Cocco” Cantini, il ciclo Ritratti in Jazz, giunto alla terza edizione, che porta al borgo nomi di primo piano: da Enrico Pieranunzi a Rita Marcotulli, da Gilda Buttà ad Ares Tavolazzi. «Nel tempo il pubblico ha dato vita a una vera e propria tribù del jazz», racconta l’assessore, «che ogni giovedì estivo si ritrova ad Abbadia Isola, intrecciando musica, storie, affetti e scoperte artistiche.» In primavera la rassegna Libri per volare, alla sua nona edizione, trasforma il complesso in un festival per ragazzi dedicato ad archeologia, mito e storia antica.
«Abbadia Isola smette di essere soltanto un luogo da visitare», conclude l’assessore, «e diventa il nuovo polo culturale del territorio: uno spazio in cui la cultura viene preservata e raccontata, condivisa e costruita attraverso la partecipazione attiva.» Un’infrastruttura viva, insomma, che a Monteriggioni stanno costruendo un sabato dopo l’altro. Democrazia culturale, quindi, come strumento di cittadinanza, non come privilegio.
