Quando Siena aprì le braccia

L'accoglienza dei profughi albanesi del 1997

Quando Siena aprì le braccia
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Nel 1997, l’Albania fu travolta da una violentissima crisi finanziaria che degenerò in guerra civile. Migliaia di persone, in cerca di salvezza, attraversarono l’Adriatico dirette verso l’Italia. Sebbene il governo Prodi avesse attuato un blocco navale, e nonostante la tragedia del naufragio della Katër i Radës del 28 marzo avesse segnato profondamente il dibattito politico, la macchina dell’accoglienza si mise in moto su tutto il territorio nazionale.

Augusto Mattioli, con la sua macchina fotografica, catturò i primi, storici momenti dell’arrivo dei profughi a Siena, sul piazzale del palasport di viale Sclavo. In quell’occasione, Siena scelse di non voltarsi dall’altra parte. Le immagini raccontano di un’umanità ferita ma accolta: le prime roulotte parcheggiate sull’erba, le mense improvvisate allestite dai volontari, la tenerezza dei bambini presi in braccio dai soccorritori.

  • Le prime roulotte: La foto che mostra la fila di roulotte Elnagh nel prato con le persone che camminano descrive l’allestimento iniziale del campo.
  • Le mense improvvisate: Una delle immagini notturne mostra la fila di persone in attesa di cibo servito da personale in uniforme o volontari.
  • I bambini presi in braccio: La foto ravvicinata dell’ufficiale sorridente che tiene in braccio una bambina davanti a un autobus è simbolo della speranza e del calore umano dell’accoglienza.
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