Santa Maria della Scala, via libera all’accordo con il Ministero. Ancora da sciogliere i nodi su risorse e governance

La Giunta approva lo schema di accordo di valorizzazione e dà mandato alla sindaca di firmare. Ma la delibera non è ancora pubblicata e la quota del Ministero nella Fondazione resta da definire.

Santa Maria della Scala, via libera all’accordo con il Ministero.  Ancora da sciogliere i nodi su risorse e governance
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27 Ottobre 2026 - 15.31


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di Nella Monti

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La Giunta comunale di Siena ha approvato oggi, martedì 27 ottobre, lo schema di accordo di valorizzazione con il Ministero della Cultura per il complesso di Santa Maria della Scala. Il provvedimento autorizza la sindaca Nicoletta Fabio a sottoscrivere l’intesa, che prevede l’ingresso del Ministero nella Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala, finora costituita dal solo Comune in qualità di socio fondatore. Sulla carta l’accordo dovrebbe tradursi in un piano coordinato di iniziative, dalla ricerca scientifica alle mostre fino a progetti culturali condivisi, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento del museo a livello nazionale e internazionale.

Il passaggio arriva al termine di un percorso lungo cinque anni, e non sempre lineare. Si ricorderà che con la giunta De Mossi, nel 2021, la Fondazione era stata qualificata come Ente del Terzo settore, anziché come fondazione culturale, nella convinzione che il regime fiscale agevolato avrebbe attirato il sostegno dei privati. Una scelta contro cui il Pd votò e di cui ha sempre denunciato il fallimento: la ricerca di soci sostenitori, anche tra soggetti pubblici come la Fondazione Monte dei Paschi, l’Università e la Regione Toscana, non ha infatti prodotto adesioni, mettendo in discussione la sostenibilità finanziaria dell’operazione e lasciando a lungo in sospeso le attività dell’istituzione. Solo il 18 giugno 2026 è stato approvato dal Consiglio Comunale il nuovo statuto, che introduce la figura dei Soci Partecipanti e apre formalmente all’ingresso del Ministero e di altri soggetti pubblici o privati di rilevanza scientifico-culturale.

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«Prosegue così il percorso intrapreso dalla nostra amministrazione», ha dichiarato la sindaca Fabio, secondo cui il Santa Maria della Scala deve diventare «un luogo vivo, aperto», capace di coniugare conservazione, valorizzazione e progettualità culturale. La collaborazione con il Ministero, ha aggiunto, permetterà di affrontare la sfida «attraverso una visione condivisa».

Sul piano concreto, però, molti aspetti restano da chiarire. Il testo della delibera non è ancora stato pubblicato e, per ora, ci si può basare solo su dichiarazioni e comunicati stampa, che si limitano a confermare l’approvazione dello schema di accordo e l’incarico alla sindaca di sottoscriverlo. Il passaggio finale spetterà alla Fondazione, chiamata a prendere atto dell’intesa e a ratificare l’ingresso del Ministero come socio: è presumibilmente in quella sede che saranno definite la quota di ingresso e la rappresentanza negli organi, perché ad oggi non sono note le risorse finanziarie e umane che lo Stato metterà effettivamente a disposizione. Restano da chiarire anche l’assetto di governance e il riparto delle decisioni tra Palazzo Pubblico e Roma, e se l’impegno ministeriale avrà carattere strutturale e continuativo oppure sarà un’intesa quadro legata a singoli progetti. Anche perché se si vorranno davvero riqualificare decine di migliaia di mq ci sarà bisogno di capitale.

Saranno la delibera e lo schema di accordo, quando saranno consultabili negli atti ufficiali, a dire se agli obiettivi annunciati corrispondano vincoli, garanzie economiche e strumenti operativi adeguati.

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