Ormai da varie settimane il nome di Siena è ripetutamente in TV. Bene, si dirà.
E invece male, perché le citazioni hanno tutte, seppure in maniera diversa, una connotazione in negativo.
Al primo posto, com’è ovvio, il molto probabile smembramento del Monte dei Paschi che, fra l’altro, in queste ore, sta ponendo al Comune, alla Provincia, alla Fondazione MPS, alla Regione un dilemma drammatico. Continuare a opporsi all’acquisto da parte di Intesa S. Paolo – Bpr pur sapendo che le possibilità di spuntarla sono ormai minime, ma salvando l’onore? Oppure trattare la concessione di benefit (occupazione, marchio, sede direzionale anche se di seconda classe, eccetera) per la città e il territorio secondo il principio che è meglio ottenere qualcosa che perdere tutto?
Al secondo posto, sempre legato alla lunga vicenda di Monte dei Paschi, il caso Rossi. Si può essere propensi (pochi, a Siena come in Italia) ad abbracciare la versione del suicidio sancita dalle sentenze della magistratura, si può propendere (tanti) per l’ipotesi dell’omicidio. Sta di fatto che la seconda inchiesta parlamentare (che ampia copertura mediatica ha avuto anche per decisione del suo presidente, l’onorevole Gianluca Vinci, ex della Lega e ora di Fratelli d’Italia) appare, da ciò che sembra emergere dalle cronache più attente, piena di contraddizioni, infarcita di fattoidi, concentrata sulla ricerca di ombre in giro per il vicolo di Monte Pio dove Rossi precipitò, e soprattutto capace, caso raro nell’infinita casistica dei delitti, di indicare i mandanti senza nulla sapere e dire degli esecutori. Tale, insomma, da non fare del bene né alla ricerca della verità, né a Siena.
Infine, Siena è rimbalzata anche nelle cronache sui saccheggi nel centro di Milano ad opera di migliaia di giovanissimi perché, come ci ha informato il Ministro dei Trasporti Matteo Salvini, il quale evidentemente fa anche il Ministro dell’Interno e della Difesa, i 500 paracadutisti che saranno impegnati in funzioni di controllo nelle vie e nelle piazze del capoluogo lombardo, stanno per partire dalla caserma Roberto Bandini di piazza Amendola. Sorveglieranno e interverranno, ma senza i poteri di polizia giudiziaria, come il governo aveva pensato. Ad opporsi si dice che sia stato il Presidente della Repubblica. Ha forse sentito il pessimo odore dello strisciante disegno di militarizzazione del Paese come soluzione sbrigativa per affrontare i problemi sociali?
A conclusione, per fortuna stasera Siena sarà in TV con Aldo Cazzullo, nella sua trasmissione “Una giornata particolare” dedicata a S. Caterina. Sulla quale (sulla trasmissione e per i credenti anche sulla Santa) convergono le nostre residue speranze e aspettative.
