A pochi giorni dall’assemblea del 29 ottobre, il futuro di Banca Monte dei Paschi di Siena torna al centro del dibattito politico. Le forze del centrosinistra senese chiedono al Governo Meloni di uscire dal silenzio e assumere impegni concreti per tutelare il ruolo della banca sul territorio, l’occupazione e il rapporto con l’economia locale. Tra le priorità indicate, il mantenimento a Siena delle funzioni strategiche e operative dell’istituto, la salvaguardia dell’indotto e la garanzia di un adeguato accesso al credito per famiglie e imprese.
Le forze politiche, dal Partito Democratico – Unione comunale di Siena, Sinistra Italiana – Alleanza Verdi e Sinistra Siena, Movimento 5 Stelle provinciale di Siena, Avanti-PSI provinciale di Siena e Italia Viva – Area senese, Casa Riformista Siena, denunciano l’assenza di una posizione chiara da parte dell’esecutivo in una fase considerata decisiva per il futuro di Mps. «A pochi giorni dall’assemblea decisiva del 29 ottobre, mentre le istituzioni locali hanno fatto fronte comune per difendere Mps e gli interessi del territorio, il Governo Meloni continua a tacere», si legge nella nota.
Nel mirino finisce anche il deputato Michelotti, che durante il Consiglio comunale del 2 settembre aveva richiamato il peso delle dichiarazioni della presidente del Consiglio. «Oggi quelle rassicurazioni mostrano tutta la loro inconsistenza», sostengono i firmatari, criticando un esecutivo che, dopo aver rivendicato i risultati delle operazioni straordinarie che hanno portato Mps al centro del risiko bancario, sembrerebbe considerare concluso il proprio compito.
Per il centrosinistra senese, tuttavia, la difesa della banca non può limitarsi alla conservazione di una presenza formale in città. «Difendere Mps non significa preservare una presenza simbolica a Siena, ma tutelare funzioni, lavoro, credito e capacità decisionale», sottolineano.
Da qui la richiesta di garanzie precise sul futuro dell’istituto. Tra i punti ritenuti imprescindibili figurano:
- La permanenza a Siena di un autentico centro direzionale, con funzioni strategiche e operative, comprese quelle commerciali, creditizie e ICT.
- La salvaguardia dell’occupazione, accompagnando la transizione digitale senza impoverire la presenza della banca.
- La tutela dell’indotto, garantendo continuità pluriennale alle forniture delle imprese locali.
- Il mantenimento delle relazioni con istituzioni, associazioni e categorie produttive regionali.
- La garanzia dell’accesso al credito per famiglie e imprese, con interventi straordinari per consolidare le attività esistenti e sostenere nuove iniziative nei settori strategici.
- La salvaguardia del marchio, dell’identità e dell’unitarietà di MPS, affinché il legame con Siena non venga ridotto a una presenza nominale.
Non si tratta di chiedere alla politica di stabilire chi debba vincere nel risiko bancario, ma di difendere le ragioni dell’economia reale di fronte alle sole logiche finanziarie, di tutelari i territori, così come previsto dalla costituzione che ancora una volta il Governo ignora.
Il Governo e le forze politiche che lo sostengono, a Roma come a Siena, non possano continuare a promettere a parole ciò che dimostrano nel fatti di non voler garantire. È finito il tempo delle dichiarazioni. Ora servono atti e responsabilità.
