Costone sì, Due Ponti no: due pesi e due misure in Consiglio comunale a Siena
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Costone sì, Due Ponti no: due pesi e due misure in Consiglio comunale a Siena

Il Consiglio comunale rinvia la decisione sul palazzetto del Costone dopo le polemiche in maggioranza e opposizione. Ma per il centenario circolo Due Ponti, sfrattato dal Demanio, non arriva nessuna soluzione

Costone sì, Due Ponti no: due pesi e due misure in Consiglio comunale a Siena
La capogruppo del PD Anna Ferretti
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RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

6 Ottobre 2026 - 17.06


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di Nella Monti

La questione della volontà dell’amministrazione comunale di Siena di acquistare il palazzetto del Costone – con tutto ciò che vi gravita attorno: un bar, appartamenti, ambulatori e un terreno della parrocchia – continua a rimanere al centro dell’attenzione. L’ipotesi di spendere 1,5 milioni di euro per un complesso gravato da un mutuo, senza una perizia che ne certifichi il valore reale e senza conoscere le previsioni sui costi di gestione e manutenzione, ha lasciato la città legittimamente perplessa e stupita.

La domanda di fondo sorge spontanea: perché salvare un privato in crisi (l’Associazione Ricreatorio Costone) con soldi pubblici? Perché creare una competizione con le altre associazioni sportive? Perché non inserire la proposta all’interno di un piano complessivo e organico per gli impianti sportivi senesi? E infine, perché non interloquire con il Comune di Monteriggioni – che avrebbe dovuto essere coinvolto fin dall’inizio – per comprendere a fondo il contesto edilizio, urbanistico e l’impatto sulla mobilità dell’infrastruttura che si intende acquisire?

Gli accesi scontri che hanno travolto il centrodestra in diversi incontri infuocati, uniti alle perplessità delle forze di opposizione (con le dure prese di posizione di PD e Movimento 5 Stelle), hanno trovato il loro momento di sintesi in consiglio comunale. Ma già in precedenza, intervistato nella Loggia dei Nove a margine della cerimonia francescana in Palazzo Pubblico, il cardinale Lojudice era entrato in modo fin troppo pesante nelle scelte del Comune con una dichiarazione che non lascia dubbi sugli interessi in gioco: “Spero si possa arrivare all’acquisizione”.

La mattinata in aula si è aperta con un’interrogazione urgente presentata dai consiglieri del gruppo del Partito Democratico. Alessandro Masi si è dichiarato totalmente insoddisfatto per come la vicenda sia approdata in consiglio comunale, bypassando le commissioni Sport, Affari Generali e Bilancio: “È stato confermato il prezzo dell’eventuale acquisto riportato dalla stampa ed è stato fatto riferimento a un masterplan: ma allora perché il valore di massima non era inserito nella sezione operativa del DUP?”.  Inoltre, rimane poco chiaro l’interesse pubblico e come questa specifica iniziativa si armonizzi con le politiche finora seguite dall’amministrazione nel settore sportivo: nel caso della Mens Sana il Comune ha accettato una donazione a termine per investire sulla ristrutturazione, in altri casi ha previsto contributi, mentre restano in programmazione diverse opere e rimangono scoperti molti bisogni dello sport cittadino. Come si garantisce, quindi, un provvedimento generale, imparziale e improntato al buon andamento amministrativo in situazioni così differenti? “L’auspicio – ha proseguito Masi – è che non si verifichino più simili accelerazioni, che trascurano la condivisione preventiva con le commissioni consiliari e le istituzioni interessate, facendo a meno della comunicazione istituzionale necessaria a garantire l’informazione e la partecipazione dell’opinione pubblica”.

Le decisioni amministrative del consiglio comunale vanno infatti preparate e partecipate, non calate dall’alto con atti improvvisi, soprattutto quando riguardano ambiti fondamentali come la programmazione di bilancio e l’urbanistica.

Discussa l’interrogazione urgente del PD, ascoltata la risposta della sindaca — infarcita di prudenti “eventualmente” e “verificheremo” — e annotata la replica di Masi, non sono mancati i continui richiami alla grande storia del Costone. Si è poi passati alla discussione del punto all’ordine del giorno, nel quale, dopo incontri bollenti, la maggioranza stessa ha preso atto della propria avventatezza proponendo di scomputare l’ipotesi di acquisto del Palazzetto dal Documento di programmazione, così da favorirne l’approvazione ed evitare una spaccatura della maggioranza in aula.

Alla fine, il Documento Unico di Programmazione (DUP) è stato approvato a maggioranza senza alcun riferimento alla vicenda Costone, la quale viene rinviata a data da destinarsi, pur con tutte le benedizioni del cardinale e gli auspici della maggioranza.

Dal dibattito vale la pena sottolineare due aspetti:

Il primo. All’aprirsi della discussione, il presidente del Consiglio (Ciacci) si è trovato in evidente difficoltà: spronato dal capogruppo di Fratelli d’Italia, si è impantanato in un maldestro invito a non discutere più della vicenda, interrompendo l’intervento del consigliere Micheli (PD) e provocando le rimostranze della consigliera Campolo (Futuro Nazionale), che ha rifiutato con sdegno di prendere la parola. Ferretti e Masi (PD), Tortorelli (Progetto Siena) e De Risi (FdI) sono poi intervenuti nel merito da fronti opposti, con accenti egualmente polemici.

Il secondo. La sindaca e l’intero consiglio comunale — compresi i firmatari delle interrogazioni — hanno dichiarato di considerare l’opera sociale del Costone un fondamentale punto di riferimento valoriale per la nostra città. Ma la stessa sorte e la medesima attenzione non sono toccate alla discussione attorno all’altrettanto sentita questione dello sfratto, intimato dal Demanio, allo storico circolo “Il Risorgimento ai Due Ponti”, uno spazio che, dopo essere passato al Partito Nazionale Fascista nel 1942, tornò in uso al Circolo nel dopoguerra solo attraverso una concessione statale, mai trasformata in piena proprietà.

Chiamato in causa da un’interrogazione presentata dai consiglieri dei gruppi Partito Democratico, Per Siena, Castagnini Sindaco, Polis, Gruppo Misto (Fabio Pacciani) e Progetto Siena (Adriano Tortorelli), il vicesindaco Michele Capitani ha fatto orecchie da mercante sulla possibilità di trovare, insieme al Demanio, una sede diversa per l’Ufficio Immigrazione. Ha preferito invece battere la strada opposta, scaricando il peso della soluzione sull’anello più debole: il circolo stesso, che si trova in quei locali da oltre cent’anni.

Assoluta insoddisfazione per la consigliera Mazzarelli, prima firmataria dell’interrogazione: “Siamo davvero sicuri che siano state cercate fino in fondo le soluzioni per una sede alternativa all’ufficio immigrazione e non al circolo?”, ha chiesto, aggiungendo: ‘”Il circolo non è solo un edificio: sono le persone che da generazioni lo tengono vivo, lo hanno curato, mantenuto e vissuto fino a oggi. Persone che valgono più di tante parole”.

Ha fatto subito eco il segretario provinciale del PD, Nico Bartalini, che ha attaccato la sindaca Fabio e la sua Giunta senza mezzi termini: “Il Comune di Siena chieda al Governo di stanziare nella prossima legge di bilancio le risorse per realizzare una nuova sede della Questura fuori dal centro della città. La destra che amministra Siena è la stessa che governa il Paese e che usa continuamente la parola sicurezza per alimentare paure e dividere le comunità. Adesso ha l’occasione di dare un segnale concreto: attraverso i propri rappresentanti in Parlamento, chieda al Governo un impegno preciso per finanziare questo intervento e mettere chi, ogni giorno, della sicurezza si occupa davvero nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro”.

Due vicende diverse, un solo problema di governo: la difficoltà di pianificare per tempo strutture e servizi, affidando tutto a scelte estemporanee, pronte quando c’è una benedizione da assecondare, latitanti quando c’è solo una comunità da difendere.

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