Trent’anni dopo il riconoscimento UNESCO, Pienza torna a interrogarsi sul significato di quella “città ideale” immaginata nel Rinascimento da Enea Silvio Piccolomini, Papa Pio II. E lo fa chiamando a raccolta le altre realtà italiane che condividono una particolare vocazione progettuale e urbanistica.
Domenica 4 ottobre, nella sala convegni comunale “Rino Massai” del Conservatorio San Carlo Borromeo, si terrà il convegno nazionale “Costruire sognando: le Città Ideali UNESCO tra utopia e realtà”, promosso dal Centro Commerciale Naturale “Città di Pienza” in collaborazione con il Comune di Pienza, nell’ambito delle iniziative per il trentennale dell’iscrizione del centro storico di Pienza nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.
L’appuntamento avrà un carattere inedito: per la prima volta saranno infatti presenti a Pienza le delegazioni delle sei Città Ideali UNESCO italiane: Pienza, Urbino, Sabbioneta, Palmanova, Crespi d’Adda e Ivrea. Amministratori, rappresentanti istituzionali e studiosi metteranno a confronto storie, esperienze e differenti concezioni dello spazio urbano, accomunate dalla capacità di tradurre una visione progettuale in luoghi destinati a essere vissuti dalle comunità.
Il tema va oltre la celebrazione dell’anniversario. Se le città ideali nascono da un progetto, una visione o un’idea di futuro, la domanda che il convegno pone è come quella stessa visione possa essere interpretata nel presente: come rendere i centri storici più vivibili, sostenibili e accessibili? Come conciliare tutela del patrimonio e vita quotidiana? E come evitare che luoghi di straordinario valore culturale si trasformino in semplici scenari da visitare?
Sono questi alcuni degli interrogativi al centro della giornata, che punta a essere il primo passo verso una collaborazione più strutturata tra le sei realtà.
I lavori prenderanno il via alle 9, con i saluti istituzionali dei rappresentanti delle amministrazioni partecipanti, preceduti dal benvenuto del sindaco di Pienza e dell’assessore alla Cultura. A moderare l’incontro sarà Annateresa Rondinella, UNESCO Chair on Sustainable Energy Communities dell’Università di Pisa e coordinatrice della Commissione Affari Istituzionali della Rete delle Cattedre UNESCO Italiane.
Dalle 10 inizieranno gli interventi scientifici, dedicati alla storia e alle caratteristiche dei sei siti, ma anche alle ragioni che hanno portato al loro riconoscimento UNESCO e alle sfide che oggi li attendono.
Per Pienza interverranno il sindaco Manolo Garosi, con una riflessione dal titolo “Le Città Ideali e la sfida del futuro”, e Roggero Roggeri, presidente del Centro Commerciale Naturale “Città di Pienza”, con “Città di Pienza: Città Ideale o Città Utopie?”.
Da Urbino arriveranno il sindaco Maurizio Gambini, che parlerà di progettare il futuro nel segno della bellezza e dell’armonia, e l’assessore all’Urbanistica ed Edilizia Maurizio Bartoli, con un intervento sul passaggio dalla città rinascimentale alla città ideale contemporanea.
Sabbioneta sarà rappresentata dal sindaco Marco Pasquali, che affronterà la sfida del presente per la Città Ideale, e da Alessandro Camera, consulente della Fondazione Sabbioneta Heritage, che illustrerà le attività dedicate alla cura del patrimonio.
Per Palmanova interverrà l’assessore alla Cultura, al Turismo e all’UNESCO Silvia Savi, mentre Gabriella Del Frate, direttrice del Civico Museo Storico di Palmanova, proporrà un approfondimento sulla trasformazione da Città Ideale a fortezza reale.
La delegazione di Crespi d’Adda sarà composta dal vicesindaco e assessore alla Cultura Donatella Pirola, che ripercorrerà il 1995, anno decisivo per il riconoscimento del sito, e da Giorgio Ravasio, presidente dell’Associazione Crespi d’Adda, che parlerà del ruolo dell’UNESCO Visitor Centre.
Infine, per Ivrea, Filippo Ghisi, in rappresentanza del sindaco Matteo Chiantore e in qualità di Site Manager del sito UNESCO, presenterà la candidatura di Ivrea Città industriale del XX secolo e il concetto di città ideale del Novecento.
Il filo conduttore dell’incontro sarà dunque il rapporto tra conservazione e futuro. Le sei città rappresentano esperienze profondamente diverse: dalla Pienza rinascimentale alla Urbino di Federico da Montefeltro, dalla città fortificata di Palmanova alla città industriale di Ivrea, passando per Sabbioneta e per il villaggio operaio di Crespi d’Adda. A unirle è però l’idea che lo spazio urbano possa essere il risultato di una visione capace di mettere insieme architettura, funzionalità, bellezza e vita collettiva.
Per Pienza, il trentennale diventa così anche un’occasione per guardare oltre la ricorrenza. «Celebrare questo trentennale non significa semplicemente guardare al passato con orgoglio, ma assumersi la responsabilità di proiettare quella visione nel futuro», sottolinea il sindaco Manolo Garosi, ricordando come il progetto di Pio II rappresentasse già una concreta materializzazione del sogno umanista della Città Ideale.
L’obiettivo, spiega il sindaco, è costruire attraverso il confronto un vero e proprio percorso comune, nella convinzione che le città storiche e i siti UNESCO possano essere «laboratori vivi di bellezza, sostenibilità e accoglienza».
Il convegno di domenica rappresenta quindi un punto di partenza. Dopo questo primo appuntamento, prevalentemente dedicato alla conoscenza reciproca, l’intenzione è dare vita a nuovi momenti di confronto per condividere esperienze, soluzioni e strategie sulla vivibilità e sulla fruizione dei siti.
A trent’anni dall’iscrizione di Pienza nel Patrimonio Mondiale, la sfida è dunque quella di trasformare la memoria di un progetto nato secoli fa in uno strumento per immaginare il domani. Non soltanto conservare la città ideale, ma continuare a costruirla.
