Anche le donne hanno un cuore

Dal 28 settembre, in AOUS, quattro iniziative per l’(H) Open Week di Fondazione Onda sulle malattie cardiovascolari, quest’anno dedicata alle cardiomiopatie. Le malattie cardiovascolari causano il 33% dei decessi femminili e il 28% di quelli maschili e presentano significative differenze di sesso e di genere.

Anche le donne hanno un cuore
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17 Settembre 2026 - 07.22


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di Serenella Civitelli

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Anche quest’anno l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese (AOUS) partecipa all’(H) Open Week sulle malattie cardiovascolari promosso da Fondazione Onda, organizzazione impegnata nella salute femminile e in una medicina attenta alle differenze di genere. Onda assegna anche i Bollini Rosa agli ospedali che si distinguono per i servizi dedicati alla salute delle donne. L’AOUS, che aveva ottenuto il massimo riconoscimento dei tre Bollini Rosa già nel 2011, rinnova il suo impegno nella prevenzione e nell’informazione con quattro iniziative in programma dal 28 settembre al 4 ottobre.

Le malattie cardiovascolari sono ancora troppo spesso percepite come un problema prevalentemente maschile, ma i dati ISTAT certificano che, nel 2023, sono state responsabili del 33% dei decessi tra le donne contro il 28% tra gli uomini, per un totale di oltre 206mila morti.

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Epidemiologicamente, le più rilevanti sono le malattie ischemiche del cuore, come l’infarto, e quelle cerebrovascolari, come l’ictus, alle quali si aggiungono scompenso cardiaco, aritmie, valvulopatie e cardiomiopatie, queste ultime al centro dell’Open Week di quest’anno.

Le cardiomiopatie sono malattie nelle quali il muscolo cardiaco presenta alterazioni strutturali o funzionali non spiegate da coronaropatia, ipertensione, malattie valvolari o cardiopatie congenite. Possono avere origine genetica o riconoscere cause infiammatorie, infiltrative, metaboliche o tossiche. Possono rimanere a lungo silenziose o provocare affanno, stanchezza, dolore toracico, palpitazioni o perdita di coscienza.

Anche nelle cardiomiopatie sesso e genere fanno la differenza. Le forme dilatative e, in misura minore, quelle ipertrofiche sono diagnosticate più frequentemente negli uomini. Un caso particolare è la sindrome di Takotsubo, o cardiomiopatia da stress, disfunzione cardiaca acuta che può simulare un infarto e interessa soprattutto le donne dopo la menopausa. Esiste poi una forma esclusivamente femminile, la cardiomiopatia peripartum, rara causa di scompenso che può comparire alla fine della gravidanza o nei mesi successivi al parto.

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Differenze e possibili bias di genere emergono nella diagnosi e nelle cure. Il dato è particolarmente evidente nella cardiomiopatia ipertrofica: le donne ricevono la diagnosi significativamente più tardi rispetto agli uomini, anche di anni, presentano più spesso sintomi importanti di scompenso e, complessivamente, hanno esiti clinici meno favorevoli. Nelle altre forme il quadro è più complesso e la prognosi dipende soprattutto dal tipo e dalla gravità della malattia.

La storica sottorappresentazione femminile nella ricerca ha limitato le conoscenze sui farmaci, in termini di efficacia ed effetti avversi, ma anche sui dispositivi cardiaci impiantabili. Defibrillatori (ICD) e dispositivi per la resincronizzazione (CRT) risultano infatti meno utilizzati nelle donne, un divario spiegabile solo in parte con differenze cliniche e di rischio.

Nei casi più gravi le cardiomiopatie possono evolvere verso lo scompenso, provocare aritmie e rendere necessario un trapianto di cuore. Anche in questo caso le differenze sono importanti.

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Le donne costituiscono circa la metà della popolazione con scompenso cardiaco ma sono meno di un terzo di chi riceve un trapianto. Le ragioni sono da ricercare in differenze anatomiche, cliniche e immunologiche, ma anche in possibili disparità nei percorsi di selezione e nell’invio ai centri specialistici.

Un aspetto particolare riguarda, infine, la gravidanza. La maggior parte delle pazienti con cardiomiopatia ipertrofica può affrontarla con esito favorevole, ma sono necessari una valutazione individuale del rischio, l’eventuale adeguamento delle terapie e una presa in carico multidisciplinare.

In questa prospettiva si collocano le quattro iniziative organizzate dall’AOUS: il 28 settembre il convegno “Il trapianto di cuore nelle donne”, aperto alla cittadinanza; il 30 settembre un counselling individuale dedicato alla salute riproduttiva delle donne con cardiomiopatia; il 1° ottobre un incontro sull’esercizio fisico sicuro nelle persone con cardiomiopatia ipertrofica; il 2 ottobre un approfondimento sugli esami cardiologici non invasivi per la diagnosi precoce e i controlli periodici.

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Maggiori informazioni e modalità di prenotazione sono disponibili sul sito dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese.

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