Per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici, tra crisi idrica, aumento delle temperature e stress salino, il Santa Chiara Lab dell’Università di Siena ha completato la prima fase di un’innovativa ricerca applicata.
Sviluppato nell’ambito del Centro Nazionale Agritech (Spoke 9) insieme agli atenei di Milano e Padova e ai Vivai Cooperativi Rauscedo (VCR) — che hanno fornito circa 3.000 talee —, il progetto studia la tolleranza dei porta innesti (tra cui 1103 Paulsen, 140 Ruggeri e Kober 5BB) su cui vengono innestate varietà celebri come Sangiovese, Canaiolo e Trebbiano. Dopo due anni di test condotti nei laboratori di aeroponica per analizzare lo sviluppo radicale e la risposta molecolare delle piante, la sperimentazione si sposta ora in serra su terreno reale dei vigneti senesi.
I dati raccolti permettono già di classificare i genotipi più performanti, capaci di ottimizzare l’uso dell’acqua e persino di sviluppare una “memoria dello stress”. Come sottolineato dal presidente del centro, il professor Angelo Riccaboni, e dal responsabile scientifico, il professor Gianpiero Cai, l’obiettivo finale è fornire agli agricoltori una carta d’identità scientifica per guidare scelte colturali sempre più consapevoli e sostenibili. Queste le loro parole riprese da Il Settimanale dell’Università di Siena in collaborazione con Culture Globalist.
