Mps: mozione unitaria del Consiglio comunale a salvaguardia della banca e del suo rapporto con il territorio

Istituzioni, sindacati ed enti locali fanno fronte comune. La richiesta al Governo è la difesa della sede direzionale, il marchio e il ruolo chiave della banca per l'economia del territorio.

Mps: mozione unitaria del Consiglio comunale a salvaguardia della banca e del suo rapporto con il territorio
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RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

2 Settembre 2026 - 20.44


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E’ finita come tutti i cittadini senesi speravano che finisse: il Consiglio comunale di Siena ha approvato all’unanimità una mozione per salvaguardare il Monte dei Paschi di Siena e il suo legame e radicamento con Siena e il territorio.

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Nella mozione dal titolo “Iniziative istituzionali a salvaguardia della Banca Monte dei Paschi di Siena spa e del suo legame e radicamento con Siena ed il territorio: ribadizione e rafforzamento”, si legge che “il Consiglio Comunale di Siena ribadisce e rafforza il senso e il contenuto della mozione a salvaguardia della Banca Monte dei Paschi di Siena spa, della sua integrità e del suo legame e radicamento con Siena ed il territorio approvata unanimemente il 24 giugno; impegna il Sindaco a continuare nell’azione unitaria del Comune di Siena, con la Provincia di Siena, la Regione Toscana e l’intero territorio, insieme a tutti i suoi rappresentanti istituzionali, presso il governo nazionale perché quest’ultimo usi tutti gli strumenti a disposizione per tutelare l’integrità della Banca Mps con impegni chiari e formali”.

Nelle premesse del documento si legge che “il 24 giugno ultimo scorso il consiglio comunale di Siena ha approvato con voto unanime la ‘Mozione sulle iniziative istituzionali a salvaguardia della Banca Monte dei Paschi di Siena spa e del suo legame e radicamento con Siena ed il territorio’, cui è seguita l’approvazione unanime del consiglio regionale dell’8 luglio e del consiglio provinciale con l’assemblea dei sindaci il successivo 20 luglio”. “In questo modo – si legge ancora –  si è attivato un coordinamento istituzionale tra il Sindaco di Siena, la Presidente della Provincia e il Presidente della Regione, che hanno incontrato il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti lo scorso 25 agosto”. “Oggi – aggiunge ancora il documento – si è tenuto il consiglio aperto con le istituzioni, i parlamentari, i consiglieri regionali le categorie economiche, le organizzazioni Sindacali, gli enti economici del territorio, gli ordini professionali, le rappresentanze delle Contrade e del terzo settore, che hanno portato il loro contributo e sostegno allo spirito della mozione unitaria del Consiglio comunale di Siena, condividendo che l’integrità di Banca Mps è interesse non solo di Siena e della Toscana, ma prima di tutto dell’intero nostro Paese”. 

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E’ stata una seduta lunga e partecipata quella che si è svolta oggi nel Consiglio comunale della città che era stato convocato in forma aperta alla partecipazione delle istituzioni e delle forze sociali ed economiche. Non hanno potuto prendere parte, perché giustificati da altri impegni, il presidente e l’amministratore delegato di MPS. Un’assenza che non ha impedito la discussione sulla possibile evoluzione dell’assetto della banca, con un messaggio condiviso da gran parte degli interventi: Siena vuole continuare a contare e chiede che qualsiasi operazione tenga conto non soltanto delle logiche finanziarie, ma delle conseguenze economiche, occupazionali e sociali. Ecco una breve sintesi dell’intensa giornata.

La sindaca Nicoletta Fabio ha sottolineato il valore dell’unità della comunità senese. L’integrità della banca non può essere scomposta senza considerare ciò che rappresenta per la città e per il Paese: salvaguardare MPS significa, in questa prospettiva, difendere un centro decisionale italiano di rilevanza nazionale.

Sulla stessa linea la presidente della Provincia Agnese Carletti, che ha rivendicato il lavoro unitario costruito dalle istituzioni negli ultimi mesi. «Oggi non si può più prescindere dalla voce che si leva da questa comunità», è il senso del suo intervento. L’unità istituzionale e politica, ha sottolineato, è stata assunta come metodo.

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Carletti ha inoltre richiamato il protocollo provinciale sottoscritto nei giorni scorsi, indicandolo come uno strumento per prevenire le crisi e accompagnare lo sviluppo del territorio. Un percorso che potrebbe assumere un peso ulteriore anche in relazione alla vicenda MPS. La presidente ha inoltre indicato come importante la possibilità che il territorio venga ascoltato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche.

Particolarmente netto l’intervento della CGIL e della FISAC CGIL di Siena, con le segretarie generali Alice D’Ercole e Cristina Pascucci. Per il sindacato la seduta non rappresenta un passaggio rituale, ma il riconoscimento che il futuro di Monte dei Paschi riguarda l’intera comunità senese.

I numeri spiegano il motivo della preoccupazione. Il gruppo MPS occupa complessivamente circa 22 mila persone, oltre 4.000 delle quali in Toscana. In provincia di Siena i dipendenti diretti sono più di 2.200, con oltre 1.600 persone impiegate nelle funzioni direzionali del Comune capoluogo. A questi si aggiunge un indotto stimato in centinaia di lavoratori.

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Per CGIL e FISAC il rischio è che eventuali processi di aggregazione o di «smembramento» producano sovrapposizioni, con conseguenze sulle funzioni direzionali e sulla rete delle filiali, circa cinquanta nel territorio senese.

«Il futuro di MPS non riguarda soltanto una banca», è stato sottolineato. Riguarda migliaia di persone, un patrimonio di competenze e «un pezzo fondamentale del sistema economico e sociale» del territorio.

Il sindacato ha quindi indicato tre priorità: salvaguardia dell’occupazione e valorizzazione delle professionalità; integrità del gruppo, delle funzioni direzionali e della rete territoriale; garanzia di servizi bancari di qualità per cittadini, imprese e comunità, con particolare attenzione alle aree interne e alle fasce più fragili.

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La CGIL ha anche contestato l’idea che il futuro della banca possa essere affidato esclusivamente alle dinamiche del mercato. Il credito, è stato ribadito, è un’infrastruttura essenziale per la coesione sociale e per lo sviluppo, soprattutto in un territorio nel quale il tessuto produttivo è composto in larga parte da piccole e piccolissime imprese.

Anche il senatore Silvio Franceschelli nel suo intervento ha sottolineato la necessità di mantenere la quota pubblica in MPS e di utilizzare il relativo diritto di voto. A suo giudizio, attraverso un’azione unitaria del territorio sarà possibile contribuire a far maturare prescrizioni regolatorie qualunque sia l’operazione che alla fine verrà concretizzata.

«È necessario stare tutti uniti», ha ribadito Franceschelli, ricordando che alcune dinamiche delle offerte pubbliche sul mercato sfuggono alla capacità di intervento locale. Ma il territorio può incidere sui principi da difendere: la direzione, il marchio, il lavoro e la capillarità del rapporto creditizio.

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Una posizione che, sul piano locale, trova un’ampia convergenza anche al di là degli schieramenti politici.

Sul tema è intervenuto anche il deputato senese di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti, che ha evidenziato una differenza tra il dibattito politico locale e quello nazionale. A Siena, ha osservato, esiste una sostanziale unità nella richiesta di tutela dell’integrità della banca, mentre a Roma emergono posizioni differenti sul ruolo che il Governo dovrebbe avere nelle dinamiche di mercato.

Michelotti ha però rivendicato la linea espressa dalla presidente del Consiglio a metà agosto, definendola «inequivocabile». Il deputato ha inoltre indicato come significativo il fatto che il Ministero dell’Economia abbia mantenuto una partecipazione del 4,8% in MPS, leggendo questa scelta come un segnale della volontà dello Stato di continuare a vigilare sulla banca e sulla sua integrità.

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A ricomporre il quadro dell’unità istituzionale è intervenuto anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani confermando che la tutela, la valorizzazione e il rilancio di Monte dei Paschi costituiscono una priorità. Ha ribadito la necessità di difendere «l’integrità del Monte dei Paschi, la sua identità, il lavoro e il valore del suo management e di tutte le persone che ogni giorno fanno grande questa banca», sottolineando anche il ruolo della rete capillare soprattutto nel Centro e nel Sud Italia.

Per il presidente della Regione MPS è «un patrimonio umano, economico e territoriale», profondamente intrecciato con la storia di Siena e della Toscana. Una storia che, ha ricordato, parte dal 1472.

Anche il consigliere regionale Stefano Bezzini ha sottolineato che la vicenda non può non coinvolgere il Governo, chiamato a esercitare la propria responsabilità come rappresentante degli interessi diffusi del territorio, oltre che come socio e regolatore dell’economia.

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A fornire una dimensione economica degli effetti di un eventuale ridimensionamento della presenza MPS sul territorio è stato il presidente della Camera di Commercio Massimo Guasconi. MPS conta circa 19 mila dipendenti, con oltre 2.000 lavoratori in provincia di Siena. A questi si aggiunge un indotto stimato tra 800 e 1.000 occupati.

Su un PIL provinciale di circa 8 miliardi di euro annui, la perdita della direzione e di una parte delle 51 unità produttive presenti sul territorio potrebbe avere, secondo le stime richiamate, un impatto nell’ordine del 10 per cento. Un effetto che non si limiterebbe alla ricaduta diretta, considerando la capacità moltiplicativa dell’attività economica: ogni milione di euro prodotto può generare, secondo i dati illustrati, un valore complessivo compreso tra 1,6 e 2,1 milioni.

Numeri che rafforzano la tesi sostenuta durante la seduta: la presenza di MPS non è una questione esclusivamente bancaria, ma una componente strutturale dell’economia senese.

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Di particolare rilievo anche l’intervento del rettore dell’Università di Siena Roberto Di Pietra, che ha invitato a tenere insieme storia e futuro. Siena, ha ricordato, ha conosciuto momenti di straordinario sviluppo legati anche alla nascita dell’Università e, nel 1472, della banca al servizio dei bisogni del territorio. Questo, però, non significa che MPS non debba cambiare. «La banca ha bisogno di trasformarsi», è stato il concetto espresso dal rettore, ma il cambiamento deve essere governato e non semplicemente subito.

Di Pietra ha invitato a non affrontare le operazioni bancarie in corso come un «risiko», ma a chiedersi quali siano concretamente gli obiettivi e i vantaggi per il sistema. «A che serve? Qual è lo scopo di Intesa o di altri operatori? Qual è il vantaggio?», ha domandato, evidenziando che la maggiore dimensione di una banca non determina automaticamente economie di scala o di scopo.

Per il rettore occorre inoltre valutare l’impatto sulla concorrenza e sulla capacità di erogare credito a famiglie, imprese e territori. MPS, pur trasformandosi, deve conservare la propria capacità di relazione territoriale.

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«Non si gioca con la storia e non si gioca con il futuro», è stato il richiamo conclusivo.

Il presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena Carlo Rossi Coppini ha confermato che l’ente manterrà il nome «di Siena» e che intende concentrare i propri interventi soprattutto su lavoro, casa e cultura. Nei prossimi giorni gli enti designanti saranno chiamati a fornire contributi sui bisogni attuali della città e della provincia.

Il legame storico e sociale della banca con Siena è stato richiamato anche da Benedetta Mocenni del Magistrato delle Contrade, che ha ricordato il sostegno costante garantito da MPS alle Contrade e alla vita della città. Un rapporto costruito nel tempo attraverso valori come prossimità e fiducia, che secondo gli interventi emersi durante la seduta rappresentano ancora oggi una parte fondamentale dell’identità della banca.

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Intervenuti i rappresentati delle istituzioni, nella seconda parte del Consiglio comunale si è svolto un ambio dibattito tra i consiglieri delle varie forze politiche. Spetta ora alle istituzioni nazionali raccogliere l’appello unitario che si leva da Siena, trasformando la mozione approvata in impegni formali e tutele concrete per il futuro della banca e del suo territorio.

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