Via delle Sperandie, bella e trascurata. Buche, erbacce, tubi innocenti e un ufficio molto invasivo

Una via di Siena poco conosciuta, appartata e laterale, distante dalle direttrici turistiche, ma piena di fascino e di problemi irrisolti.

Via delle Sperandie, bella e trascurata. Buche, erbacce, tubi innocenti e un ufficio molto invasivo
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RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

25 Luglio 2026 - 16.23


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di Bruno Alfonsi

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Qui si parla di Via delle Sperandie. Poco conosciuta, così appartata e laterale, distante dalle direttrici turistiche, Via delle Sperandie è una delle più caratteristiche se non la più particolare di questo spicchio della Città con quei due archi a fare prospettiva e con quel tratto finale (o iniziale se si proviene dalla Porta) che è un vero, stupendo, balcone sulla campagna senese, quella raffigurata nel Buon Governo  di Ambrogio, dall’Amiata alle Cornate di Montieri, valli e colline, casolari e monasteri, lo sguardo spazia indisturbato. Luogo ideale per fare piccole passeggiate senza uscire dalle mura e sedersi incantati sul muretto baciato dal sole magari a leggere un libro o ascoltare la musica preferita con le cuffie alle orecchie avendo da un lato il vasto orizzonte e dall’altro orti e giardini ben ordinati.

Si affaccia su quella campagna vera ed ancora genuinamente “contadina” che aderisce alle mura senza soluzione di continuità, anzi quel tratto della via scorre proprio sulle mura stesse.  Nonostante tutto questo la bella strada non è valorizzata e resta in un certo qual modo “periferica”, isolata…e negletta

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La presenza degli uffici della Questura è fattore impattante e contribuisce a togliere alla via un po’ del suo appeal. Il posizionamento degli Uffici preposti al rilascio dei permessi per stranieri e richiedenti asilo crea quotidianamente lunghe file e raggruppamenti di persone che non avendo spazi adeguati si addensa per ore ed ore (in questi giorni di estrema calura sotto il sole cocente) in mezzo alla strada nella vana speranza di venire finalmente ricevuti e di poter dare corso alle pratiche necessarie.

Le difficoltà e le lungaggini sembrano quasi “volute” al preciso scopo di rallentare e scoraggiare, così come la scelta di questo sito per loro scomodo, inospitale, all’interno del tessuto urbano, priva di uno spazio congruo ad una attesa più comoda ed ordinata; uno spazio coperto che protegga dal sole in estate e dalle intemperie in inverno, possibilmente con panche o sedili sarebbe il minimo per un paese che vuole dirsi civile. Questa costante presenza di persone in attesa crea disagio, in ogni caso e al di là di ogni assurdo pregiudizio, anche ai residenti della via.

Ho scattato (chiedendo il permesso) una foto dall’auto cercando di rispettare l’anonimato e ritraendo le persone per lo più di spalle, era una giornata particolarmente “leggera”, abitualmente l’affollamento è ben superiore.

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C’è, poi, il passaggio continuo di auto (nonostante la ZTL e gli assembramenti di cui sopra) che sfrecciano veloci come se a S.Lucia ci fosse il traguardo di un Rally.

Da anni (forse 10) uno dei due archi sormontanti la via, quello della Chiesa di Santa Maria della Visitazione o del Monastero delle Trafisse o Sperandie (da cui il nome della strada), oggi pertinenza della Polizia di Stato, è ingabbiato con tubi innocenti e protezioni in truciolato. I lavori di manutenzione e messa in sicurezza non sono mai stati eseguiti e questo dà un senso di trasandatezza, oltre a deturpare la caratteristica prospettiva della via ed a nascondere la pregevole ed inusuale struttura barocca.

Una nota veramente dolente è, poi, lo stato della pavimentazione della via, prima di tutto perché è in asfalto e non in “lastre” nonostante sia all’interno del centro storico, ma soprattutto per lo stato dell’asfalto un pericoloso e brutto susseguirsi di buche e rattoppi, palate di bitume buttate là per piccoli interventi di urgenza che poi restano lì per sempre. Poi nonostante un fondo stradale da mulattiera egli assembramenti di cui sopra ci passano 3 o 4 volte l’anno bolidi rombanti più o meno d’epoca

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A questo si somma la totale incuria e l’assenza di piccoli interventi di manutenzione cosicché le erbacce crescono felici e indisturbate ai bordi della strada.

Non so chi sia l’interlocutore al quale rivolgersi per l’effettuazione dei restauri e conseguente liberazione dell’arco delle Sperandie. Per la manutenzione e la cura della strada, invece, la responsabilità è della Amministrazione Comunale. Per una più adeguata collocazione degli Uffici immigrazione la Questura.

Tutte le foto sono dell’autore.

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