Mobilità su due ruote, completati i progetti Pnrr

Conclusi i due interventi finanziati con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza: uno lungo via Fiorentina e l’altro tra le sedi dell’Ateneo.

Mobilità su due ruote, completati i progetti Pnrr
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RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

16 Luglio 2026 - 20.02


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di Augusto Mattioli

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Sono state completate dal Comune di Siena le ciclovie finanziate dal Pnrr che hanno interessato un paio di interventi in città. Uno, con una spesa di 191 mila euro e spiccioli, riguardante ottocento metri nel tratto di via Fiorentina, da via Quinto Settano fino alla rotatoria di Fontebecci. L’altro, conclusosi lo scorso 30 giugno, denominato UniSi, con a disposizione un milione e 406 mila 900 euro, ha collegato con corsie ciclabili le varie sedi universitarie dell’Ateneo senese.

Bisogna ricordare che le corsie ciclabili non sono piste ciclabili. Spiega Fabio Masotti, da anni esponente di primo piano dell’associazione senese degli Amici della Bicicletta: «Le corsie ciclabili sono state introdotte dal Codice della strada da qualche anno. Le corsie rendono la presenza dei ciclisti più evidente e, in questo senso, sono uno degli strumenti per avanzare verso un Paese più ciclabile. In altre parole, in assenza di una pista ciclabile o di una strada a priorità ciclabile, le linee continue o tratteggiate definiscono lo spazio per i ciclisti all’interno della normale corsia di marcia destinata a tutti gli altri mezzi di locomozione».

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Si pensa, e si spera, quindi, che un automobilista, nel caso si muova in strade con corsia ciclabile, possa avere una maggiore attenzione per il ciclista che la utilizza. Certo, lui stesso dovrà stare molto attento e prudente per evitare incidenti con conseguenze non di rado drammatiche.

«Insomma – aggiunge Masotti – le corsie ciclabili hanno un effetto psicologico nei confronti dell’automobilista e risultano un aiuto per la sicurezza del ciclista. Peraltro le corsie ciclabili esistono da anni in tutta Europa».

Da esperto in mobilità sulle due ruote, Masotti fa però alcune sottolineature critiche sulla politica nel settore del Comune di Siena.

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Le corsie ciclabili sono una novità per Siena e sono limitate ad alcuni tratti della viabilità cittadina (tratto di poche centinaia di metri verso e dalla località Stellino, lungo la Strada Fiume, lungo viale Bracci, via Sardegna).

«Sarebbe necessario che le corsie ciclabili risultassero inserite all’interno di un progetto cittadino di rete e non come fatti episodici. Questo è il limite principale delle opere realizzate – sottolinea Masotti –. Un esempio è l’assenza di corsie ciclabili nella nuova bretella recentemente realizzata dalla rotonda dello Stellino alla Strada Fiume: si tratta di un centinaio di metri di strada, ma l’assenza di corsie ciclabili tra due zone dove le corsie già esistono è la dimostrazione dell’arretratezza culturale in materia dell’attuale amministrazione, che si barcamena tra idee e non realizzazioni».

Eppure, come è dimostrato anche dal ritorno di immagine della corsa professionistica Strade Bianche, ormai una classica del ciclismo internazionale, occorre una maggiore attenzione a chi utilizza la bicicletta come mezzo per andare a lavorare o solo per passatempo.

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Non è infrequente, ad esempio, vedere ciclisti amanti delle due ruote, nei giorni di festa, visitare la città. Come non è infrequente la presenza di rider, solitamente stranieri, che sfrecciano in città o in periferia per consegnare pizze o una cena rapida. Una realtà che va regolata e messa in condizione di muoversi senza problemi.

Certo, le corsie ciclabili possono essere utili, ma non decisive per una mobilità dolce ed ecologica. In una città, lo ricordiamo, che nella sua storia recente ha deciso di istituire la prima zona blu in Europa, togliendo auto e bus dal centro storico.

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