Si dirà: che fretta c’è a versare una tassa comunale? Più tardi arriva l’avviso di pagamento e meglio è, suggerirebbe il senso comune.
Invece non è così perché, prima o poi, pagare si deve. E se saltano i tempi previsti dalle disposizioni del Comune, e con essi lo scadenzario delle rateizzazioni, qualche disagio si può determinare.
È questo il problema posto all’amministrazione comunale da un’interrogazione del gruppo consiliare del PD a proposito della TARI (tassa sui rifiuti).
Il Regolamento comunale prevede che il Comune mandi ai contribuenti l’invito di pagamento con l’ammontare, indicando o una rata unica al 30 giugno, oppure quattro rate: 30 giugno, 31 agosto, 31 ottobre, 2 dicembre.
Negli anni precedenti, l’invito era stato inviato da Sigerico Spa (l’ex Siena Parcheggi divenuta tuttofare, compresa la riscossione della TARI) nella prima settimana di giugno, in tempo cioè per rispettare la prima scadenza prevista a fine mese. Cosa che non sembra avvenuta quest’anno.
È vero che il Regolamento prevede che “se l’avviso di pagamento viene recapitato dopo la scadenza del 30 giugno, è possibile pagare senza alcun aggravio di sanzioni o interessi entro 30 giorni dal ricevimento effettivo della bolletta”, ma il ritardo del suddetto avviso può comunque creare disagi nella distribuzione temporale delle spese familiari. Soprattutto in un periodo di ferie.
