di Annamaria Pezzimenti
Siena si è svegliata con il rumore familiare dei mezzi che stendono il tufo sull’anello di Piazza del Campo. È il segnale inequivocabile che la Festa sta entrando nel suo rito più profondo, ma quest’anno l’attesa è tinta di una curiosità particolare, rivolta verso lo studio torinese di un giovane artista trentino: Ismaele Nones. È lui a firmare il Drappellone del 2 luglio 2026, dedicato alla Madonna di Provenzano, che verrà svelato alla città domani, 26 giugno.
Nones, classe 1992, non è un nome che urla avanguardia fine a sé stessa, ma un profilo che sembra aver trovato nella “cassetta degli attrezzi” della storia dell’arte la sua dimensione ideale. Cresciuto nella bottega del padre iconografo, ha assorbito fin da piccolo un alfabeto visivo fatto di simboli, canoni rigidi e sacralità. Eppure, il suo percorso non è stato lineare: formatosi come scultore all’Accademia di Belle Arti di Venezia, è tornato alla pittura solo durante il silenzio della pandemia, trovando una sintesi tra il rigore bizantino e le inquietudini del contemporaneo.
Lo stile di Nones, che la critica definisce spesso “neo-bizantino”, si distingue per campiture piatte, assenza di ombre e una linearità quasi severa. È una pittura che non cerca lo spettacolo, ma la riflessione, sospesa in uno spazio-tempo ambiguo dove il sacro si mescola al profano. Proprio questa sua cifra stilistica lo rende un interprete potenzialmente molto efficace per il tema scelto dalla Giunta comunale: la commemorazione degli 800 anni dalla morte di San Francesco. Il legame tra il Santo e Siena è profondo, suggellato da quel “Piccolo Testamento” dettato proprio tra le mura cittadine nella primavera del 1226. Si tratta di un breve ma intenso documento che Francesco, ormai gravemente malato nel Convento dell’Alberino, affidò ai suoi compagni come lascito spirituale
Per chi volesse “studiare” l’autore prima che il suo cencio affronti il giudizio del popolo senese, il Museo Civico ospita attualmente la sua personale “Credevo di volare ma stavo cadendo”, allestita tra i Magazzini del Sale e la Sala dei Pilastri. La mostra, curata da Michela Eremita e aperta fino al 26 luglio, raccoglie opere prodotte tra il 2021 e il 2026, offrendo una finestra sul suo universo fatto di figure sospese e prospettive rovesciate.
Domani, con la presentazione ufficiale, il dialogo tra Nones e Siena passerà dalle sale del museo alla Piazza. Non resta che attendere di vedere come la sua mano, abituata al rigore dell’icona, avrà interpretato l’impeto della Festa.
