San Quirico d’Orcia, il Castello sale sul trono del Barbarossa: è primato nell’Albo d'oro

Grande partecipazione per la 64esima edizione della rievocazione storica dove il Castello e il Borgo conquistano le prestigiose Brocche dell'Imperatore

Barbarossa 2026
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23 Giugno 2026 - 11.47


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di Annamaria Pezzimenti

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C’è un momento preciso, a San Quirico d’Orcia, in cui il tempo decide di prendersi una pausa e tornare indietro di secoli. Succede ogni terzo fine settimana di giugno dal lontano 1962. Il rumore dei turisti che affollano la Val d’Orcia sbiadisce, lasciando il posto al rullare cadenzato dei tamburi, al fruscio delle sete che tagliano l’aria e alla tensione silenziosa di chi, per un anno intero, ha sognato una cosa sola: alzare al cielo la Brocca.

La Festa del Barbarossa non è una semplice sfilata, ma un viaggio nel tempo che riporta il borgo nel cuore del Medioevo. Si celebra l’incontro storico del 1155 tra l’Imperatore Federico I di Svevia e i messi di Papa Adriano IV, ma per i residenti è molto di più: è una sfida viscerale tra i quattro rioni storici – Borgo, Canneti, Castello e Prato – che si contendono la prestigiosa “Brocca dell’Imperatore” in gare di tiro con l’arco e spettacolari evoluzioni con le bandiere.

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La 64esima edizione della Festa del Barbarossa si è appena chiusa sotto un sole che non ha concesso tregua, ma che nulla ha potuto contro la caparbietà e la dedizione dei rionali. Se il caldo ha scaldato le pietre del borgo, la passione ha infiammato i cuori. E i risultati di quest’anno segnano un capitolo storico per la manifestazione: è l’anno del grande sorpasso nell’Albo d’Oro.

Il Quartiere Castello, guidato dal Capitano esordiente Diletta Magini, ha compiuto l’impresa nella gara degli Alfieri. Grazie alle coreografie millimetriche di Marco e Matteo Genovese, insieme a Matteo Magini e Federico Maramai, il quartiere di Porta Cappuccini è balzato in testa all’Albo d’Oro con 34 Brocche totali, superando i Canneti fermi a 33. A quota 30 il Prato e a 29 il Borgo.

Ma la polvere non si è alzata solo per i volteggi delle insegne. Sul campo di tiro, è stato il Quartiere Borgo a dettare legge. Sotto la guida di Tommaso Franci, gli arcieri Flavio Di Cristina e Mirko Timpa hanno mostrato una precisione chirurgica, portando a casa il trionfo e dimostrando che la freddezza mentale vince anche sulla fatica del caldo africano.

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Per chi osserva dall’esterno, può sembrare “solo” una bellissima rievocazione storica del passaggio di Federico I di Svevia. Per un sanquirichese, invece, è l’essenza stessa della comunità. Un’identità scolpita nella ceramica. Le Brocche di quest’anno, pezzi d’arte unici realizzati da Emilio Giannelli con l’Arte dei Vasai, portavano un significato speciale, dedicate agli 800 anni dalla morte di San Francesco.

Come ha sottolineato il sindaco Marco Bartoli, i Quartieri sono il battito di questo paese, un esempio di quanto i giovani sappiano lavorare duro dietro le quinte per dodici mesi. Mentre i vessilli vengono riposti e le piazze tornano alla quiete, resta nell’aria la certezza che, tra queste mura, lo spirito del Barbarossa non smette mai di soffiare. Arrivederci al 2027.

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