Coltivare il dubbio: un dirigente nelle grandi svolte del Novecento
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Coltivare il dubbio: un dirigente nelle grandi svolte del Novecento

La passione e la misura. L’impegno di Vasco Calonaci tra memoria, politica e istituzioni. Questo il titolo del libro in uscita per l’Associazione culturale “La Quercia”, a giugno; un volume nato da un lungo lavoro di ricerca tra Siena, Roma e San Gimignano e col quale riscoprire un’intera generazione politica. 

Coltivare il dubbio: un dirigente nelle grandi svolte del Novecento
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19 Giugno 2026 - 18.49


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di Giulio Guazzini e Niccolò Guicciardini

Esistono territori che non si limitano a fare da cornice alla storia: la modellano, la rendono possibile. E ci sono figure che, dentro quegli stessi territori, trasformano la politica in un’esperienza collettiva e comunitaria.

Vasco Calonaci, partigiano, Segretario della Federazione comunista senese (1965-1975), Presidente della Provincia (1975-1979), Parlamentare (1979-1987), ha vissuto pienamente questa dimensione. E ha intuito, negli anni Ottanta, l’importanza di dare un futuro alla memoria di coloro che hanno caratterizzato il Novecento senese: così prese forma l’Archivio storico del movimento operaio e democratico senese.

Il libro non propone una ricostruzione biografica, ma ambisce al tentativo di leggere una vita dentro la storia di generazioni: dentro le trasformazioni, le riflessioni, le conquiste e le contraddizioni della sinistra italiana e di Siena. Non una narrazione sterile di ciò che è stato, ma uno spazio vivo, capace di dialogare col presente e orientare lo sguardo sul futuro.

Il volume si compone di due parti: la prima di saggi e testimonianze, la seconda di carte e fotografie d’archivio.
L’apertura del percorso è affidata alle prefazioni della Presidente della Provincia, Agnese Carletti, e di Andrea Marrucci, Sindaco di San Gimignano, culla della formazione di Calonaci. L’introduzione de’ “La Quercia”, firmata da Tiziano Scarpelli e Claudio Cavicchioli, chiarisce le finalità di un progetto voluto dai comitati scientifici e dedicato alla memoria di Pier Luigi Marrucci.

È poi presente un mosaico di interventi capaci di restituire la figura di Calonaci da molteplici angolazioni. L’intervista alla figlia Anna offre una prospettiva intima e preziosa; i contributi di Anna Serafini e Barbara Bencini ricostruiscono il profilo politico e culturale del dirigente sangimignanese. Gli interventi di Riccardo Bardotti e Alessandro Orlandini tracciano i momenti di svolta, dal periodo partigiano alle reazioni alle invasioni sovietiche in Ungheria e Cecoslovacchia.

Incontriamo poi ricordi più personali, come quelli di Riccardo Margheriti, Pier Paolo Fiorenzani e Fabrizio Vigni, mentre il focus successivo, firmato da Massimo Bianchi, riguarda l’attività parlamentare. Il contributo è di Franco Ceccuzzi è rivolto al presente e al futuro.

Riflessioni con le quali si può osservare come Calonaci abbia lasciato in chi ne ha incrociato la strada una tensione continua a guardare avanti, una propensione al cambiamento, al dubbio e allo studio. Elementi già chiari a pochi mesi dalla sua scomparsa, nel 1998, nell’iniziativa a lui dedicata: da qui la scelta di riproporre gli interventi di Luigi Berlinguer e Ariane Landuyt insieme al ricordo a caldo di Ugo Pasqualetti.

Chiudono la selezione i saggi dei curatori, Niccolò Guicciardini e Giulio Guazzini, dedicati a una narrazione archivistica del subfondo di Vasco Calonaci, il primo dell’Archivio di Particolari.

La seconda parte del volume propone un itinerario cronologico attraverso documenti e fotografie, provenienti dall’appena citato subfondo, dall’Archivio centrale dello Stato, da quello Generale della Provincia, da quello Postunitario del Comune di San Gimignano e dai fondi della Federazione Senese del Pci e dell’Asmos. Testi di raccordo guidano la lettura, mostrando come il pensiero di Calonaci offra ancora oggi una chiave per rileggere il Novecento senese e italiano. Dalle carte emerge un dirigente che non smette mai di interrogare la realtà: studia, annota, conserva documenti e mette in discussione le proprie convinzioni. Più che la storia di una carriera politica, il volume racconta il percorso di una persona che ha coltivato il dubbio come strumento di conoscenza e la memoria come responsabilità verso il futuro.

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