Frutti dei Sogni lascia Sinalunga, salta il confronto in Regione

Duro intervento del capogruppo Pd Simone Bezzini dopo la conferma della chiusura del sito di Sinalunga: “Un grande gruppo industriale non può ignorare l’impatto sulle comunità”.

Frutti dei Sogni lascia Sinalunga, salta il confronto in Regione
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RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

18 Giugno 2026 - 12.47


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Si rompe il confronto tra azienda e sindacati sul futuro di Frutti dei Sogni. Nel corso del tavolo di crisi convocato in Regione Toscana, la proprietà ha infatti confermato la chiusura dello stabilimento di Sinalunga e il trasferimento di parte delle produzioni in un altro sito della Toscana, determinando l’interruzione del negoziato con le organizzazioni sindacali.

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Una decisione che suscita forti reazioni politiche. A intervenire è Simone Bezzini, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, che definisce “grave” la scelta dell’azienda e sottolinea le ripercussioni che essa avrà sull’intero territorio della Valdichiana senese.

“È grave la rottura del tavolo di crisi tra le organizzazioni sindacali e l’azienda Frutti dei Sogni, che ha confermato la chiusura dello stabilimento di Sinalunga e il trasferimento di parte delle produzioni in un altro sito della Toscana. Una scelta che colpisce un intero territorio. Come per i magazzini di Acqua&Sapone a Piancastagnaio, non siamo di fronte a un’azienda in difficoltà ma a una decisione organizzativa assunta da un grande gruppo industriale senza considerare l’impatto sulla tenuta sociale e occupazionale della Valdichiana senese.” ha affermato il capogruppo del PD.

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Prosegue: “Emerge quindi una tendenza che non può essere sottovalutata e che rischia di indebolire il tessuto produttivo e occupazionale della provincia di Siena. Per questo è ancora più importante che vi siano trasparenza, correttezza e responsabilità verso chi è impegnato nel confronto. L’atteggiamento assunto dall’azienda nei rapporti con le organizzazioni sindacali e con la Regione Toscana desta forte preoccupazione e rende ancora più grave la scelta di non mantenere nemmeno una parte delle produzioni nello stabilimento di Sinalunga. Il lavoro delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali meritano il massimo sostegno”

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