Ormai è un susseguirsi di prese di posizione sulla tegola che porrebbe cadere sul futuro del Monte dei Paschi di Siena. Nel pomeriggio di oggi, giovedì 11 giugno, s’è registrato l’atto forse più rilevante in questo confronto politico: un ampissimo schieramento di gruppi consiliari di opposizione (Pd, Gruppo Castagnini Sindaco, Gruppo Misto Fabio Pacciani, Siena Sostenibile) ha richiesto la convocazione di un Consiglio comunale interamente dedicato al futuro della Banca Mps e al mantenimento del suo storico legame con il territorio senese.
Contestualmente si chiede che la sindaca si attivi per un’ampia iniziativa istituzionale nei confronti del Governo e delle autorità di vigilanza: date “le recenti operazioni che interessano il sistema bancario e il Monte dei Paschi rendono necessario un confronto urgente nell’aula di Palazzo Pubblico. La preoccupazione riguarda soprattutto le possibili ricadute sull’occupazione, sul mantenimento delle funzioni direzionali a Siena, sulla tutela dello storico marchio Mps e sul radicamento territoriale dell’istituto”.
Nel documento si ricorda inoltre che il Consiglio comunale ha già affrontato negli anni proprio il tema del futuro della banca, approvando all’unanimità atti che individuavano alcuni punti ritenuti irrinunciabili: “la salvaguardia dei posti di lavoro e delle professionalità dei dipendenti, la tutela del marchio Monte dei Paschi di Siena, il mantenimento dell’unità operativa e strategica della banca e la permanenza della direzione generale nella città di Siena”.
Le opposizioni sottolineano che “il rilancio dell’istituto è stato possibile grazie ai sacrifici dei lavoratori e al lavoro del management, ma evidenziano come le più recenti prospettive di aggregazione e le offerte avanzate nel settore bancario abbiano riacceso le preoccupazioni sul futuro dell’azienda e del suo rapporto con il territorio.
Per questo motivo, i consiglieri chiedono che il fronte istituzionale tra Comune, Provincia e Regione Toscana si presenti compatto nel confronto con il Governo, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Commissione europea e le autorità di regolazione, tra cui Bce, Banca d’Italia, Consob e Antitrust.
Si invita inoltre il sindaco a promuovere, insieme alle istituzioni e alle parti sociali, una mobilitazione finalizzata a garantire la tutela dei lavoratori, la permanenza dei servizi direzionali a Siena, la continuità del marchio Monte dei Paschi di Siena e una soluzione che preservi l’autonomia e l’integrità della banca, considerata un patrimonio economico e sociale non solo per il territorio senese ma per l’intero Paese. Tra le richieste avanzate “figura anche l’adozione di ogni iniziativa utile affinché venga salvaguardato il valore strategico della banca e il suo storico legame con Siena, elemento che, secondo i firmatari, rappresenta un patrimonio identitario e un fattore di sviluppo per l’economia locale”.
La mozione
Nella stessa giornata si sono registrate anche altre prese di posizione. Si è levata forte la voce dei consiglieri comunali che, oltre ad aderire alla richiesta di convocazione di un consiglio comunale straordinario, hanno presentato una loro mozione nella quale dopo una serie di premesse sulla storicità della Banca, sul suo radicamento territoriale e sulle precedenti prese di posizione dello stesso Consiglio comunale e dopo aver ricordato che “questo concorso di offerte ed operazioni, pur nel rispetto della piena autonomia degli istituti bancari coinvolti e del mercato, crea naturale e forte preoccupazione e allarme a Siena, nella Sua Provincia e nell’intera Toscana ed Italia centrale, dal momento che non sono chiari i disegni ed i caratteri finanziario od industriale delle rispettive proposte, nonché i loro effetti sui posti di lavoro, sulle loro condizioni e professionalità; sull’integrità ed il radicamento territoriale e sulla tutela del marchio; sul mantenimento nella nostra Città e nel nostro territorio del riferimento direzionale della Banca e del suo valore sociale nel rapporto con le imprese locali, i risparmiatori e le famiglie” impegna la sindaca a promuovere e sostenere “una adeguata iniziativa istituzionale, politica, sociale, di concerto con la Regione Toscana e la Provincia di Siena, del più ampio schieramento di istituzioni e di associazioni sindacali, economiche, sociali per attivare, con la massima urgenza, il confronto con la Commissione Europea, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministro dell’Economia e delle Finanze e nel contempo con le Autorità di regolazione quali BCE, Banca d’Italia, Consob ed Antitrust al fine di salvaguardare l’integrità aziendale ed il valore della Banca Monte dei Paschi di Siena spa e del suo legame con il territorio”.
La maggioranza di centro destra chiede tavoli
Anche la maggioranza di centro destra del Consiglio comunale ha presentato una mozione urgente da discutere nel prossimo consiglio del 18 giugno. Il documento “mira a sottrarre la città al ruolo di semplice “spettatrice” di fronte alle recenti e strategiche evoluzioni del quadro bancario nazionale. Pur rispettando l’autonomia delle decisioni societarie, l’atto politico mette in chiaro che gli interessi economici, occupazionali e sociali di Siena non possono essere messi in secondo piano”. Insomma, stretta tra le pressioni locali e la difesa del governo nazionale, la maggioranza se la cava con una salomonica posizione. E rivendica la costituzione di tavoli “impegnando ufficialmente il Sindaco e la Giunta a farsi promotori di una fitta rete di tutele attraverso l’istituzione di un tavolo interistituzionale permanente che leghi Comune, Provincia, Regione Toscana e Governo. Le richieste sul tavolo dell’esecutivo sono nette: monitoraggio costante sulle operazioni finanziarie, salvaguardia assoluta dei livelli occupazionali e delle professionalità locali, mantenimento a Siena delle funzioni direzionali e strategiche, e infine la blindatura del ricchissimo patrimonio storico, artistico e archivistico che da oltre cinque secoli unisce indissolubilmente la banca alla sua città”.
E il M5S accusa la lega di “sacrilegio”
Nel dibattito è intervenuto anche il Movimento 5 Stelle con una dichiarazione di Alessandro Fanetti, coordinatore Provinciale. E’ una polemica diretta contro la Lega di Salvini e del ministro Giorgetti. Questo il testo della presa di posizione: “La Lega a Siena dice “NO al sacrilegio” dell’assorbimento e della dissoluzione del Monte dei Paschi, ma dimentica che l’unica arma che può essere brandita contro l’offerta di Intesa Sanpaolo è il Golden Power, che è tra le mani del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, della Lega stessa. Le dichiarazioni diffuse ieri dalla Lega Siena, che definiscono l’operazione un “sacrilegio”, dimostrano che anche all’interno della maggioranza esiste ormai la consapevolezza della gravità della situazione che Siena e il suo territorio stanno vivendo.
Il Monte dei Paschi non rappresenta soltanto una banca. Rappresenta migliaia di posti di lavoro, competenze strategiche, funzioni direzionali, mondo economico e una parte fondamentale della storia industriale e sociale della nostra città. Per questo motivo, riteniamo che il dibattito non possa limitarsi a dichiarazioni simboliche o richiami identitari. Se davvero la Lega di Siena ritiene che questa operazione possa compromettere occupazione, territorio e interesse pubblico, allora che chieda al proprio Ministro di usare il potere di veto dello stato per fermare questa scellerata operazione finanziaria che non tiene conto degli interessi pubblici del territorio.
Contestualmente, desideriamo ringraziare la Sindaca Fabio per aver accettato la nostra proposta di un tavolo istituzionale con tutte e tutti gli esponenti del territorio. Quando si tratta della nostra città, ognuno si deve assumere le proprie responsabilità per lavorare insieme al massimo affinché si trovino le migliori soluzioni possibili. E, in questo caso, “la soluzione” c’è già e si chiama Golden Power”.
