Sembra proprio che ci sia una tendenza consolidata della destra, che da otto anni governa il Comune di Siena, a sorvolare sulle questioni morali quando divengono scomode e di ostacolo a far girare la ruota delle nomine.
Il primo caso riguardò Alessandro Manganelli, il quale dalla Deputazione della Fondazione MPS passò a Capo di gabinetto della sindaca Fabio, ignorando l’impegno morale di un periodo di almeno 12 mesi, da far trascorrere fra la fine del mandato in Fondazione e l’assunzione di incarichi politici, che i deputati firmano al momento del loro ingresso a Palazzo Sansedoni.
Ci fu poi, ampiamente discussa in Consiglio Comunale, la non adesione del Comune alla Carta di Pisa (o carta di Avviso Pubblico), un codice etico di comportamento per gli amministratori pubblici che intende rafforzare la trasparenza, l’imparzialità e prevenire la corruzione e le infiltrazioni mafiose. Si obiettò che il Comune, nei suoi regolamenti, aveva già norme chiare in proposito e che la Carta sarebbe stato un inutile di più. In realtà sarebbe stato un utile rafforzativo. Evidentemente ritenuto troppo ingombrante.
Seguì la vicenda di Leonardo Tafani, passato da Presidente a Direttore (a tempo indeterminato) di “Sigerico”, la società partecipata dal Comune, che fu Siena Parcheggi, e che oggi fa un po’ di tutto (meno che costruire nuovi parcheggi, rimettere a posto quelli vecchi, progettare altre scale mobili di accesso al centro storico e ammodernare quelle esistenti). Il passaggio avvenne con un bando di concorso preparato quando Tafani era Presidente. Tafani si dimise, partecipò e vinse. L’Amministrazione comunale, interrogata in merito, non ebbe nulla da eccepire, anzi difese nomina e iter.
Infine, siamo arrivati al fatto (una ripetizione) che riguarda il neoassessore alla Polizia Municipale e alla Sicurezza, Fiamma Cardini, anch’essa transitata in un batter d’occhio da Palazzo Sansedoni a Palazzo Pubblico senza rispettare il periodo di “decantazione” previsto come impegno etico allo scopo di evitare troppo vorticose porte girevoli fra incarichi in Fondazione MPS e incarichi politici.
Le giustificazioni sono note. La prima: nulla di illegale. Vero, non a caso si parla di codici morali e non di violazioni di leggi. La seconda: anche quando governava il centrosinistra le porte girevoli c’erano ed erano ben oliate. Innegabile purtroppo, ma la destra non si era presentata come la “grande moralizzatrice”?
