La "vita semplice" di Rita Barellini

La donna che da assessora ha dato forma alla rete di asili nido e scuole dell'infanzia di Siena sviluppandone il potenziale educativo

La "vita semplice" di Rita Barellini
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Lucia Maffei Modifica articolo

19 Maggio 2026 - 18.08


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La sua “Vita semplice” la raccontò in maniera stringata e diretta come era il suo carattere alle amiche dell’UDI in un volumetto curato da Tommasina Materozzi e Anna Meoni nel 2016. Rita Barellini ha avuto un ruolo importante soprattutto come amministratrice al Comune dove fu assessora alla pubblica istruzione e ai servizi ad essa connessi (Mense, trasporti, ecc.). Era il 1979, unica donna in giunta, senza alcuna esperienza amministrativa, ma una gran voglia di fare e innovare. Si trovò di fronte un problema di grande impatto sociale: disegnare un assetto definitivo degli asili nido e delle scuole materne, sottraendole al confinamento ad un pur importante ruolo sociale, per esaltarne quello educativo. Concetti adesso più diffusi, ma assolutamente rivoluzionari all’epoca. Ottenere la legge 1044 del 1971 sull’istituzione degli asili nido comunali era stato il frutto di una battaglia di decenni, portata avanti soprattutto dalle donne dell’Unione donne italiane (UDI).

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Rita vi aveva attivamente partecipato e questo sicuramente l’avrà aiutata in termini di competenze e relazioni quando si trovò ad affrontare il compito di dare una forma strutturata a Siena all’applicazione della legge. Infatti, non si lasciò spaventare: cercò collaborazioni entro la giunta con l’assessore al personale Alfredo Merlo per la stesura della pianta organica (uno dei problemi era anche quello di dare stabilità occupazionale a personale ancora precario) e creò relazioni con le esperienze più avanzate in Italia. Creò occasioni di aggiornamento per il personale con i massimi esperti del settore.

Per capire il suo apporto bisogna riandare a quegli anni in cui le giunte di sinistra di questa città hanno realizzato cose straordinarie, aumento della zona pedonale in Centro, sviluppo urbanistico con particolare attenzione alle categorie più vulnerabili e molte innovazioni nei servizi sociali ed educativi. Gli assessori e le poche assessore dell’epoca avevano formazioni diverse, In quella giunta si potevano incontrare intellettuali, ma anche artigiani o “casalinghe” come Rita Barellini, ma tutte e tutti venivano dalla militanza antifascista   e nei partiti di massa a cui aderivano si erano formati le competenze e avevano intessuto conoscenze e rapporti con personalità significative a livello nazionale.

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Ecco Rita ha operato in questa realtà. Ma è partita da Buonconvento, dove è nata in un podere della zona il 31 marzo 1924, in una famiglia di contadini numerosa e in ristrettezze economiche, con tutte le difficoltà connesse, compresa la scuola, frequentata solo per le elementari, lontana un chilometro da fare a piedi per stradelli fangosi. Il passaggio della guerra cambiò la vita della famiglia. Si trasferirono nel dopoguerra al paese e coincise con l’inizio della vita politica di Rita (già iscritta dal 1944 al Partito Comunista. Nel 1948 diventa responsabile femminile della sezione del PCI con un impegno a tempo pieno. La prima esperienza che allarga gli orizzonti di Rita risale già al 1949 quando fu inviata a frequentare una scuola di partito a Faggeto Lario (Como). Fu un salto importante nella sua formazione. Da lì si consolidò e progredì il suo percorso politico fino ad arrivare a responsabile femminile della Federazione senese e poi a Roma nel 1952 a lavorare nella Commissione femminile nazionale del partito. Per una serie di vicende familiari e personali poi fu richiamata a Siena dove visse momenti non facili. Negli anni ’70 riprese il suo impegno politico più attivo, nei movimenti femminili, in particolare nell’Udi e sempre con il PCI. Partecipò alle battaglie per il divorzio e l’aborto, ma molto si spese anche per la battaglia per una legge sugli asili nido. Grazie a questo impegno fu eletta nel Consiglio comunale nel 1979 e divenne poi assessore e in questa veste si trovò a dover dare concretezza alla legge del ’71 che finalmente, dopo anni di lotte femminili, istituiva gli asili nido comunali.

E come abbiamo accennato all’inizio fu lì che si espresse al meglio la sua tenacia e la sua capacità di intessere relazioni collaborative dentro e fuori il PCI per realizzare una delle prime reti strutturate di asili nido e scuole dell’infanzia in Italia, ispirandosi ai migliori modelli teorici e alle migliori realizzazioni. Non a caso fece proprio venire a Siena per formare e aggiornare il personale degli asili nido il prof. Frabboni, a lungo celebrato maestro della cosiddetta Pedagogia popolare. Era molto fiera, pur nel suo carattere schivo, di quanto realizzato per gli asili nido e le scuole materne, ma anche per aver potuto finalmente dare una continuità anche all’istituto Rinaldo Franci, dotandolo di una figura strutturata di direzione. Susanna Cenni ebbe occasione di ricordarla come la donna che ha fatto la storia dei servizi dell’infanzia nel nostro Comune.

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