La solitudine delle nostre guide turistiche. Si è chiuso il concorso nazionale che ha dimenticato Siena

Nonostante le proteste per l'esclusione del patrimonio senese dai programmi d'esame, i mesi sono passati e le prove si sono concluse malamente. Dall'amministrazione solo quel muro di gomma burocratico che lascia le guide locali senza tutele e il territorio senza prospettive di riscatto istituzionale.

La solitudine delle nostre guide turistiche. Si è chiuso il concorso nazionale che ha dimenticato Siena
Turisti in piazza del Campo
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di Adriano Meis

Nello scorso agosto Gabriella Piccinni e Anna Ferretti, consigliere comunali del PD di Siena hanno presentato un’interrogazione al Consiglio dove ponevano alcuni interrogativi rilevanti in merito al concorso nazionale per le guide turistiche. La legge 13 dicembre 2023, n. 190, infatti, ha delineato una riforma della professione di Guida Turistica che subordina il suo esercizio al superamento di un Esame di abilitazione nazionale, superato il quale i candidati saranno iscritti nell’Elenco Nazionale delle Guide Turistiche (ENGT) istituito presso il Ministero del Turismo.

1. La riforma nazionale e l’esclusione shock. Sennonché il programma delle materie oggetto dell’esame (bando aperto il 28 gennaio 2025), peraltro articolato in quattro sezioni che individuano le varie materie di studio e di approfondimento, ha quasi completamente ignorato il patrimonio artistico e culturale della nostra città. A titolo di esempio, nella sezione I, che individua 375 siti (suddivisi per regione) oggetto della prova scritta e orale è presente solo in provincia di Siena la Città etrusca di Chiusi e nella sezione II, che individua 83 musei ( sempre suddivisi per Regione), Siena è presente con la sola Pinacoteca Nazionale. A fronte di tutto ciò, è apparso quanto meno singolare innanzitutto -ma qui usiamo un eufemismo- che il Centro storico di Siena (patrimonio dell’Umanità in quanto Sito Unesco) non trovasse il suo spazio di studio e che la medesima sorte fosse toccata al Duomo di Siena, al contrario di cattedrali come quelle di San Ciriaco e Casale Monferrato.

Un bando che dequalifica la professione? Non solo. Il bando su citato non prevede la laurea, dequalificando in partenza la professione e sembra ignorare il fatto che per fornire servizi di qualità la guida debba essere specializzata sull’area in cui lavora, preparata non solo dal punto di vista culturale, ma anche sulle questioni pratiche di tutti i giorni (orari, biglietti e regole dei monumenti, mobilità…), tutte cose che solo chi è sul territorio può sapere e che rendono così la guida punto di riferimento per i tour operator e per le amministrazioni del territorio. Tutto questo vale a maggior ragione per realtà come Siena che in alcuni momenti dell’anno sono richieste da un numero consistente di turisti.

La replica della Giunta e il “muro” della burocrazia. Sorprendente -non certo in positivo- la risposta dell’Amministrazione (o meglio la non risposta). L’assessora Vanna Giunti infatti si era andata a rifugiare nel burocratese, affermando prima che “la definizione delle materie e dei siti oggetto di prova è avvenuta in piena autonomia da parte della commissione esaminatrice, come previsto dal bando stesso, senza alcun intervento da parte degli enti locali o del Ministero del Turismo”, concludendo poi con un laconico “è evidente che il programma d’esame, per sua natura, non può ambire a rappresentare l’intero e vastissimo patrimonio culturale nazionale”.

Silenzio istituzionale e l’appello rimasto inascoltato. Sono passati un po’ di mesi e il concorso si è svolto senza che nel frattempo siano intervenute novità all’orizzonte, ovvero senza che le istituzioni comunali abbiano concepito interventi, con la finalità di far riflettere le autorità governative sull’opportunità di modificare le regole del gioco.

Appare allora preoccupante che a fronte di interrogativi (sostantivo da cui deriva appunto quella prerogativa istituzionale dei consiglieri comunali che prende il nome di “interrogazione”) che miravano a comprendere le azioni che potesse porre in essere l’amministrazione, peraltro facilitata dal dover interloquire con il governo amico (di cui tanto si è vantata), si continui a fare spallucce. Più grave non comprendere che compito degli assessori è anche quello di prendere iniziative (non di prendere atto) a tutela di quel territorio nell’interesse del quale sono stati, appunto, eletti.

Inutile dire che la tutela del nostro patrimonio artistico passa anche e sopratutto dalla tutela di chi con passione e competenza ha il compito di diffondere questa bellezza nel cuore (oltre che nella mente) di chi sceglie di visitare la nostra città. Nè si potrà parlare di una vera promozione del nostro turismo fino a quando non sarà pienamente valorizzato chi questa promozione la fa sul campo ogni giorno con il proprio lavoro.

Le nostre guide aspettano una risposta e sarebbe giunta l’ora che anche il governo locale si facesse sentire con la maggioranza di governo amica: ovviamente, a patto che si sia davvero capaci di farlo.

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