di Nella Monti
Quanto vale per i comuni italiani l’imposta di soggiorno che tutti noi paghiamo quando soggiorniamo negli alberghi, gli agriturismo o presso gli affittacamere delle città d’arte d’Italia? Il gettito prodotto nei 1411 comuni che la applicano ha superato nel 2025 quota 1,2 miliardi di euro. Un dato impressionante, se si considera che solo cinque anni fa la cifra era quasi la metà (629 milioni), secondo i dati dell’Osservatorio nazionale 2026 stilato dall’agenzia Jfc e pubblicato su Il Sole 24 Ore. Il boom è trainato dall’aumento dei flussi turistici, dal numero crescente di comuni che adottano l’imposta e dal rialzo delle tariffe (i cui massimi per legge oscillano tra i 5 e i 10 euro a notte).
A livello regionale, la classifica vede in testa:
- Lazio: circa 300 milioni di euro.
- Lombardia: 158 milioni.
- Toscana: 136 milioni.
- Veneto: 117 milioni.
Tra le singole città, Roma si conferma regina assoluta con una stima di 288 milioni di euro per l’anno in corso. Segue Milano, dove l’“effetto Olimpiadi” ha fatto schizzare gli incassi a 110 milioni (+43%). Terza Firenze (82,7 milioni), mentre Venezia inverte per la prima volta la tendenza calando a 38,6 milioni (-3%).
Sul fronte degli incassi futuri, molto dipenderà dalla “tenuta” dei flussi turistici. Il futuro del gettito dipenderà soprattutto dalla stabilità internazionale. L’Osservatorio ipotizza due scenari legati al conflitto in Medio Oriente: se la situazioni geopolitica si normalizzerà entro pochi mesi il gettito crescerà dell’11%, fino a raggiungere circa 1.278 milioni. Se il conflitto si prolungherà nel periodo estivo, si perderà una quota di “clientela altospendente” proveniente dal Golfo mentre la clientela europea potrebbe preferire altre mete in estate e arrivare in Italia nei mesi autunnali. In questo caso l’incasso sarà di circa 1.129 (-1,8%).
Anche per la provincia di Siena la tassa di soggiorno rappresenta un autentico tesoro dal valore complessivo di circa 9 milioni di euro. Il capoluogo guida la classifica provinciale con circa 1,6-1,7 milioni di euro (riscossi tramite il supporto di Sigerico S.p.A.), seguito da San Gimignano con oltre 1,1 milioni.
Quando si parla della destinazione di questi autentici tesoretti cominciano, in molti casi, i problemi. Trattandosi di una tassa di scopo, la legge prevede che le risorse siano destinate a interventi in materia di turismo ma la relazione de Il sole 24 ore segnala che diversi amministratori sono tentati di utilizzarle per la spesa corrente, in modo decisamente non rispondente alle intenzioni del legislatore (l’art. 4, comma 1, D.Lgs. n. 23/2011 stabilisce che il gettito dell’imposta di soggiorno sia “destinato a finanziare interventi in materia di turismo, … nonché i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti”).
I comuni del senese, tuttavia, sembrano distinguersi per virtuosità. San Gimignano spende il gettito per iniziative e servizi nel settore turismo e cultura, per manutenzione e gestione patrimonio e beni culturali e per altri servizi utenza turistica. Chianciano Terme (645mila euro) per interventi in materia di turismo, anche a sostegno delle strutture ricettive, e di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali. Montepulciano (688mila ) per interventi di sostegno e valorizzazione della destinazione turistica e al supporto degli appuntamenti storici. Pienza (445mila) per iniziative di sviluppo turistico, eventi e interventi di manutenzione del patrimonio e decoro urbano. Montalcino per eventi e per abbattere la Tari (intervento reso possibile da una norma introdotta in occasione del giubileo).
Siena città si posiziona molto in alto tra i comuni toscani, anche se la stagione turistica del 2025 ha avuto un momento di flessione che si spera venga presto superato. Dai dati ricavati dal sito del Comune emerge che mentre la provincia nel suo complesso ha aumentato dell’1,01 % gli arrivi e segna un +0,94 di presenze, il capoluogo registra un -0,98 di arrivi e un -1,70 di presenze. L’incasso della tassa di soggiorno è sceso dai 2.129.209 di euro del 2024 a 1.808.750 del 2025. Certo, un ente locale che può destinare più soldi al consolidamento del turismo è un ente locale più forte e per questo serve una strategia turistica e una chiara progettualità. Per questo motivo sarebbe particolarmente interessante che l’amministrazione rendesse esplicito e trasparente l’utilizzo di questa fondamentale risorsa , divulgando i risultati e rendendoli visibili anche agli occhi del turista.
