Le prove di notte per il Palio del 2 luglio sono entrate nel vivo e il conto alla rovescia verso la Tratta è ormai agli sgoccioli. È questo il momento in cui, tra voci di Piazza, rapporti consolidati e strategie delle dirigenze, comincia a prendere forma un primo quadro delle possibili monte. Si tratta però soltanto di un quadro preliminare, destinato a essere rivoluzionato dall’assegnazione dei cavalli e dalle dinamiche che accompagneranno le prossime ore.
Al centro delle attenzioni c’è ancora una volta Giovanni Atzeni detto Tittia, che si conferma il nome più ambito della Piazza. Dopo le estrazioni, il suo raggio d’azione si è ulteriormente ampliato: Aquila, Drago, Giraffa, Leocorno, Oca e Onda sembrano averlo come prima scelta nel caso in cui la Tratta consegni un cavallo competitivo. A queste potrebbe aggiungersi anche il Bruco, contrada tradizionalmente molto libera nelle proprie valutazioni e pronta ad adattare la strategia in base al lotto.
Alle spalle di Tittia, il secondo nome più ricorrente è quello di Carlo Sanna detto Brigante, che lo vede vicino all’Aquila, Onda, Leocorno, Oca, Drago e Bruco. In più di una contrada rappresenta l’alternativa a Giovanni Atzeni, confermandosi uno dei fantini più appetibili del momento.
Civetta, Torre e Valdimontone sembrano invece orientate verso un altro gruppo di protagonisti. Giuseppe Zedde detto Gingillo, reduce dal successo con il Valdimontone, resta il punto di riferimento dei Servi, che mantengono anche un ottimo rapporto con Jonatan Bartoletti detto Scompiglio. Civetta e Torre continuano invece a muoversi sul tris formato da Gingillo, Scompiglio e Dino Pes detto Velluto, una linea che appare consolidata e difficilmente destinata a cambiare salvo particolari sviluppi dopo la Tratta.
Tra le Contrade senza avversaria, il margine di manovra resta particolarmente ampio. Il Bruco continua a tenere aperte numerose soluzioni: oltre a Tittia e Brigante, restano vive le ipotesi Giuseppe Zedde, Enrico Bruschelli, Carlo Sanna, Andrea Sanna, Mattia Chiavassa detto Tambani, Andrea Sanna detto Virgola tra le possibili alternative. Anche il Drago, oltre a Tittia e Brigante, non esclude Michel Putzu e l’ipotesi del debutto di Diego Minucci. La Giraffa, infine, può permettersi di spaziare: Tittia resta il primo obiettivo, ma rimangono sul tavolo anche Federico Guglielmi detto Tamurè, Elias Mannucci detto Turbine e un ritorno di Gingillo.
L’Aquila sembra intenzionata a ripartire da Tittia per interrompere un digiuno ormai lungo, pur mantenendo aperte le opzioni Brigante e Virgola. Anche il Leocorno conferma la linea già vista negli ultimi Palii, con Tittia davanti a tutti e Brigante immediatamente alle sue spalle, senza escludere eventuali soluzioni come Grandine o Tamurè in caso di cavallo meno competitivo.
In Fontebranda l’Oca riparte dal rapporto con Tittia, pur dovendo affrontare il Palio con la rivale in Piazza. Brigante rappresenta l’alternativa più credibile, mentre Grandine, Virgola e Michel Putzu restano nomi monitorati. Discorso simile per l’Onda, dove Tittia e Brigante sembrano partire davanti, con Sebastiano Murtas detto Grandine, Virgola e Turbine pronti a inserirsi qualora lo scenario lo richiedesse.
Il Valdimontone, fresco della vittoria dello scorso anno, difficilmente rinuncerà a Gingillo se il cavallo sarà all’altezza, ma continua a seguire con attenzione anche il giovane Nieddu, che potrebbe rappresentare una delle novità più interessanti di questa Carriera.
Sul fondo, infine, restano pronti a cogliere eventuali occasioni Alessio Migheli detto Girolamo, Valter Pusceddu detto Bighino, Francesco Caria detto Tremendo, Andrea Coghe detto Tempesta e altri fantini emergenti, tutti in attesa che la Tratta ridisegni gli equilibri.
Per il momento si tratta soltanto di un primo sguardo alle possibili monte che si andranno a confermare nel corso del 29 pomeriggio. Una certezza, però, sembra già esserci: sarà proprio l’assegnazione il vero spartiacque del Palio di Provenzano.