di The Captain & The Truth
Alla fine di una stagione così non pretenderete certo che si parli di una partita. Meno che mai di uno spareggio che ha molto più a che fare con logiche calcistiche che cestistiche, dove alla fine si doveva giustamente ragionare contro natura per il senso del gioco, con Ale Nepi che mira a sbagliare tiri liberi per non andare in overtime e improbabili auto canestri (improbabili e vietati).
No. Ora che tutto è concluso parliamo della squadra, di giocatori forti che si sono messi a disposizione per l’obiettivo più grande. Parliamo di Federico Vecchi, dal cui arrivo si è annusato nell’aria che la strada era in salita ma poteva essere percorsa a testa alta e con occhi e orecchie all’orizzonte. Parliamo di Riccardo Caliani e di Francesco Frati, che hanno costruito e ricostruito un team e un obiettivo, ma di più, le ali di un sentimento mai sopito, di una fede pronta ad essere urlata nei palazzi. Parliamo di un gruppo meraviglioso di tifosi che è stata la colonna sonora della stagione, l’arma in più nei momenti difficili e la gioia di quelli bellissimi come questo.
Parliamo infine di un appuntamento con la fortuna, rimandato da quel maledetto tiro di Matt Janning che balla tre quarti d’ora sul ferro senza entrare mai. Stasera, sia chiaro, l’anima bianco-verde non ha esaurito i suoi crediti: stasera la mens-sana ha solo ricominciato a scrivere un pezzetto di storia e non vuole smettere di farlo per parecchio tempo.
Ci vediamo in B nazionale, l’attesa sarà dolcissima.
Alè!