Vero contradaiolo cercasi per turisti facoltosi
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Vero contradaiolo cercasi per turisti facoltosi

Quando le tradizioni diventano esperienze da vendere, il rischio è trasformare una comunità viva in un safari per turisti facoltosi. L' iniziativa maldestra di un sito internet di pacchetti di viaggi.

Vero contradaiolo cercasi per turisti facoltosi
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Alessandro Orlandini Modifica articolo

28 Maggio 2026 - 22.38


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Sono stato di recente in Uzbekistan. Fra le attrazioni offerte dalle agenzie turistiche c’era anche una notte in una yurta nel mezzo al Kizilkun (Deserto rosso) per vivere l’esperienza in un’orda, cioè un “vero” accampamento (questo significa la parola “ordu”) mongolo, a fianco di “veri” discendenti di Gengis Kan e Tamerlano. Non c’era la visita a piramidi di “vere” teste mozzate messe l’una sull’altra a terrorizzare i nemici, ma erano compresi lo sciamano (che avrebbe predetto il futuro gettando gli ossicini o leggendo la scapola di capra arrostita sul fuoco) e una bevuta di kumis, la bevanda alcolica di latte fermentato di giumenta. Peraltro, immagino, utilissima allo sciamano per mettersi in contatto con l’aldilà.

Mi sono ovviamente tenuto alla larga.

Questa esperienza non fatta mi è venuta in mente quando stamani, come tanti senesi, ho letto la locandina nella quale un sito internet che vende pacchetti vacanze a turisti facoltosi lanciava una selezione di “veri” contradaioli con il compito di far vivere ai suddetti turisti il “vero” Palio. Requisiti: buona conoscenza dell’inglese; solarità e affidabilità; passione per il Palio e le Contrade; voglia di far sentire gli ospiti a casa; essere ben inseriti nella propria Contrada. Promessa finale, un compenso non quantificato ma sicuramente generoso.

Di fronte alla valanga di proteste e di commenti negativi apparsi in rete, la titolare del sito internet si è scusata affermando che la locandina era una bozza mal fatta e non corretta, pubblicata con un click sfuggito anzitempo.
Scuse recepite, anche se la motivazione fa un po’ acqua. Il problema però è che non era sbagliata solo la locandina. È sbagliata l’essenza stessa di un’offerta turistica del genere.

Il “vero” contradaiolo, come il “vero” sciamano uzbeko, rischia infatti di essere quanto mai falso e, anche se “ben inserito”, di andare a fare un lavoro un po’ umiliante, in cui Palio e vita di Contrada vengono affrontati come un fasullo safari antropologico in qualsiasi parte del mondo.

Insomma, questa non è la modalità per capire una tradizione secolare quanto mai viva come la nostra. Rischia al contrario (soprattutto se già in atto da tempo come pare di capire) di essere un’ennesima modalità di consumarla. Non diversamente dal turista frettoloso, anche se con un po’ più di tempo e di denaro da spendere.

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